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lunedì 20 maggio 2013

RACK – SSC – BDSM e le sue regole

http://www.gabbia.com/boudoir/23/03/2010/il-rack-lssc-e-le-regole-del-bdsm/

by Fulvio Brumatti
La contrapposizione tra Rack e SSC. Cosa dice esattamente il teorizzatore americano del Rack.
Le nuove simpatie per questa teoria. Cosa si cela dietro a queste simpatie. Esempi pratici di cosa comporta accettare per buona la teoria del Rack. Il caso dell’incidente (?) mortale di Bologna
Il Rack fuori dal BDSM perchè contrasta con le sue Regole BDSM. Responsabilità e irresponsabilità. Aspetti giuridici del BDSM.

Da qualche anno si parla anche in Italia di RACK (Risk Aware Consensual Kinky) mettendolo in contrapposizione all’SSC.
Nel 2005 un certo Gary Switch, americano, ha espresso questa nuova teoria. Egli scrive:
“La negoziazione non può esser valida senza una piena consapevolezza dei rischi collegati alla attività su cui si negozia. “Risk-aware” ( = consapevoli del rischio ) significa che entrambe le parti che negoziano hanno approfondito le attività in discussione, sono informati dei rischi che implicano e concordano su come affrontarli e gestirli. “Risk-aware” quindi sostituisce il termine “Safe”.”

Molti plaudono. Chi in buona fede e non avendo capito nulla, chi, invece, avendo capito benissimo.
Sparsi qua e là anche in Italia le simpatie verso il Rack che andrebbe a superare gli stretti vincoli imposti da teorie come l’SSC. E figuriamoci da teorie come quelle delle 4 Regole base.
Leggo alcune opinioni circolanti in Italia.

Dott. R Cavaliere


Falcon Neige


Giuseppina Bongini sul sito Intimamente


Sito Al femminile

<< la responsabilità di quello che si fa, visto che nel BDSM si parla di consensualità e di RACK a mio parere, va ripartita tra entrambi. Un sub che chiede di fare un’attività estrema (es. breath play) deve essere altrettanto consapevole di quello che fa e di quali sono i rischi di chi è dominante. Prima di un’attività dovrebbe esserci (soprattutto agli inizi di un rapporto, quando ancora non ci si conosce a fondo) la fase di “negoziazione”, ovvero il momento in cui si dichiara cosa si vuole e cosa si è capaci di fare e fin dove si è pronti ad arrivare.>>
Sul sito Alcova

<< in una scena BDSM, infatti, la netta distinzione di ruoli fra persona attiva o dominante e persona passiva o sottomessa, comporta, necessariamente, una sorta di affidamento da parte di quest’ultima, che non può comportare sempre una preventiva e dettagliata contrattazione di ogni attività svolta. È per questo che alcune comunità BDSM hanno preferito alla fraseologia SSC l’acronimo RACK ovvero un consenso informato e consapevole dei rischi propri di chi svolge attività sessuali di tipo alternativo.>>
In un altro sito di Femdom.

Questi dunque in ordine sparso commenti e posizioni di persone che in Italia parlano pubblicamente di BDSM.
Ma sanno di cosa parlano? Qualcuno butta lì parole in libertà senza alcun senso come Isabella Bongini sul sito “Intimamente”. Altri appaiono degli ingenui che appena vedono una nuova teoria scritta in inglese e quindi marchiata “estero”, ci si buttano a capofitto. Giusta o campata in aria fa tendenza e quindi va accolta e sposata.
Ma tra i sostenitori del Rack ci sono anche quelli che hanno capito benissimo cosa implichi accettare questa teoria. Implica avere una specie di legittimazione ad andare nell’estremo, ad andare verso pratiche che possono comportare rischi di danni gravi, nonché andare verso pratiche non consensuali.
La domanda che ci dobbiamo porre è se con il Rack siamo ancora dentro le pratiche definite BDSM o SM oppure siamo oltre.
Oltre dove non so, ma la risposta chiara è che non siamo più dentro ciò che abbiamo definito BDSM o SM.
Sia chiaro che chi vuol andare oltre è libero di andare oltre ma non può mettersi addosso l’etichetta di persona facente parte della comunità BDSM.
Troppo comodo approfittare di anni ed anni in cui persone in Italia e nel mondo hanno lavorato per creare una barriera chiara tra ciò che veniva definito sadismo e masochismo, tra ciò che Kraft-Ebing aveva messo nel suo librone sulle Psicopatologie Sessuali, tra ciò che De Sade aveva raccontato nei suoi libri ed invece il modo non violento, consensuale, scarsamente pericoloso che forma oggetto di relazioni di Dominazione e sottomissione che si basano appunto su Regole quali l’SSC di David Stein (metà anni ’80) o le 4 Regole Base che il sottoscritto Fulvio Brumatti già nel 1981 aveva scritto sulle sue riviste.
Pian piano la società ha capito (e deve ancora continuare a capire meglio) che esistono 2 modi molto differenti di usare l’aggressività. Un modo violento che tiene conto solo del piacere di chi ha il potere ed un modo pacifico basato sulla regola del consenso più qualche altra norma.
Sposare teorie come quelle del Rack significa ritornare a prima degli anni ’80, significa annullare decenni di lavoro serio ed accurato fatto da persone responsabili.
Vediamo da vicino il fondamento concreto di queste affermazioni.
Come prima cosa è doveroso leggersi bene cosa Gary Switch ha scritto nel finale del suo “editto” sul Rack..
Vi propongo il testo originale in inglese al fine di evitare che qualcuno possa dire che ho estrapolato cose non dette da chi propugna il Rack.
< RACK is admittedly more confrontational than SSC. It’s defiant .. ” RACK allows us the freedom to have non-PC fantasies. Don’t a lot of us enjoy non-consensual fantasies, either from the top side or the bottom side? We enjoy them in our literature; we may very well enjoy them while we play. But we act them out responsibly and consensually.>
Per chi conosce poco l’inglese questa è la traduzione:

Dunque qui si parla di fantasie non consensuali che da pure fantasie passano nel gioco cioè nella realtà.
Per vedere se ho capito bene faccio qualche esempio pratico.
Una fantasia non consensuale può essere quella di essere preso con la forza da poliziotti di una polizia segreta e violentato a sangue con manganelli e pestato sulle palle con bastoni fino a svenire.
Come fantasia non ha nulla di particolare, ma tradotta in gioco diventa una tragedia.
(Attenzione … se non vogliamo giocare con le parole non si può dire che nella pratica del gioco ci si fermerà prima e che è tutta una messa in scena perché altrimenti saremmo ancora nell’SSC cioè in giochi consensuali, sani e sicuri. Quelli che io spesso faccio e quante volte sono stato capo della polizia segreta o grande inquisitore).
Gary Switch ha però la soluzione che è parte essenziale del Rack: il consenso.
Ossia la parte sottomessa dà il suo consenso ad oltrepassare i limiti e accetta i rischi purchè sia correttamente informato dei rischi stessi.
Traduciamo ancora una volta in pratica queste parole.
Due esaltati che hanno fantasie uno di castrare e l’altro di farsi castrare si mettono d’accordo, ne parlano accuratamente e a lungo – realizzando quindi il consenso informato – e poi … zac … via le palle.
(Per la cronaca voglio rammentare che al sito Gabbia sono pervenute alcune inserzioni di schiavi che cercavano chi li castrasse. Inserzioni, ovviamente, non pubblicate. Anche nel forum, anni fa, ci fu chi parlava quasi struggentemente del suo desiderio di essere castrato)
Secondo la teoria Rack ci sarebbe qualcosa da eccepire?? Mi pare di no.
Se uno sa a cosa va incontro e dà il suo consenso, la responsabilità di ciò che accade si divide in due. Questo dice il Rack.
Mettiamo ancora di più i piedi per terra e parliamo di quel caso successo nelle campagne del bolognese a settembre del 2008, dove un gioco (gioco?) è finito con la morte del sottomesso che era stato attaccato per il collo con una catena ad un cancello ed il suo amico se ne era andato per tornare dopo qualche ora e trovare il compagno strozzato dalla catena.
L’assassino si è giustificato dicendo che il gioco era stato concordato con il suo compagno.
E tu realizzi un disegno che può portare alla morte e ti senti esente da colpa dicendo che lui voleva, che lui sapeva, che lui …?????!!!
Io non esito a chiamare assassino chi ha questo atteggiamento.
Non so come chiamare invece chi alimenta sensi di deresponsabilizzazione nelle persone della scena BDSM.
Chi propugna il Rack alimenta questo senso di non-responsabilità.
Anche qui anni e anni di discorsi fatti per sensibilizzare le persone ad uniformarsi a delle Regole, gettati al vento come spazzatura.
Più sopra ho riportato le opinione pro Rack e qui rimetto tra virgolette un pezzo emblematico perché il passo citato è un commento proprio al fattaccio di Bologna.
“ la responsabilità di quello che si fa, visto che nel BDSM si parla di consensualità e di RACK a mio parere, va ripartita tra entrambi.”
No ed ancora no perché sia da un punto di vista morale sia – e poi lo vediamo meglio – da un punto di vista giuridico, la responsabilità resta tutta in capo a chi conduce il gioco. L’altro può essere – per un qualsiasi motivo come ad es. una bella scarica di endorfine, una botta di eccitazione sessuale, un senso di totale appartenenza al Dominante – in completo stato di abbandono e di non consapevolezza di ciò che sta succedendo.
Ed io voglio condividere con questa persona che non per sua colpa potrebbe essere in uno stato di solo parziale coscienza, una responsabilità solo perché a tavolino ne abbiamo parlato?
E per essere ancora con i piedi per terra e parlare del caso di Bologna, forse i due avevano concordato a tavolino quanti giri di catena dovevano essere fatti attorno al collo e quanto doveva essere tirata?? (argomenti a lungo esposti dall’assassino agli inquirenti). Dettagli che non possono essere concordati tra le parti sfuggendo ad una precisa definizione, ma sono dettagli che fanno la differenza tra la vita e la morte.

Il piccolo successo del Rack sta tutto qui: fa tendenza e legittima i giochi estremi e quelli non consensuali.
Persone che mal digeriscono regole e limitazioni, che teorizzano un BDSM non consensuale accanto ad un BDSM consensuale vedono nel Rack la legittimazione al loro modo di essere violenti.
Fuori i violenti dal nostro mondo se vogliamo che il nostro mondo BDSM continui, prosperi, abbia sempre maggiore successo e penetrazione nella società.

Spero che nessuno sia così ingenuo dal restare favorevolmente colpito dal fatto che nel Rack si parla comunque di consenso e di consenso informato.

Il consenso informato in medicina cos’è se non assumersi da parte del malato una parte di rischio? La terapia presenta dei rischi? L’intervento è difficile e rischioso? Il medico userà tutte le cautele e la professionalità necessaria e se qualcosa va male, il malato lo sapeva e non può protestare.
Direi che l’analogia tra consenso informato in medicina e consenso informato in campo SM, non esiste.
Se non altro perchè in medicina si tratta di scegliere – dopo aver saputo – tra un male certo (la malattia) e una ipotesi di guarigione. Scelte spesso drammatiche che la vita impone. Quanta diversità con la situazione del gioco BDSM !
In qualsiasi altro campo, ma più che mai in quello del BDSM, da un punto di vista giuridico, la responsabilità di ogni azione è di chi la commette.
Non è possibile in alcun modo delegare tale responsabilità a terzi.
Come mi faceva osservare un amico, diversa è la situazione giuridica negli Usa dove i contratti tra le parti (vedi la casistica in tema di accordi matrimoniali, prematrimoniali ecc) sono di uso comune e possono statuire con legittimità nei campi più diversi.
Molto più che non in Italia.
Ecco cosa significa importare, senza riflettere, mode, tendenze, teorie di altri Paesi spacciandole per buone. Significa sostanzialmente ingannare le persone che prestano fede e si lasciano attrarre da chi si fa bello con teorie marchiate “new” in contrapposizione a ciò che è (?) vecchio e sorpassato.
Chi pensa di potersi un domani difendere in un’aula di tribunale dicendo “il mio amico ci ha lasciato le penne, mi dispiace, ma avevamo concordato tutto e lui sapeva ciò che stavo per fare” deve sapere che se il Tribunale che lo giudica è in Italia, è meglio che si appelli semplicemente alla clemenza della corte e fa più bella figura.
Per il caso citato prima e finito con la morte del sottomesso, in il Tribunale di Bologna si è pronunciato a ottobre 2009 condannando l’imputato per omicidio colposo grave. Al momento attuale non è stata ancora pubblicata la sentenza e quindi ignoro le argomentazioni per la condanna. Sicuramente saranno interessanti e sono in attesa di conoscerle.
Le teorie Rack sono servite a qualcosa?? Sì, solo a far pensare a una specie di Padrone che avere concordato tutto con il sub era più che sufficiente per la sicurezza del gioco.
Buon divertimento.

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