venerdì 23 gennaio 2015

Festa a sorpresa per il mio compleanno: punizione


"Stasera usciamo; ti voglio pronta per le 21!"

"Dove andremo?" domando

"A te non interessa; obbedisci"

E' arrivato, entra in casa con le chiavi. Osserva il mio abbigliamento compiaciuto e mi fa girare; mi benda.

Penso ai vicini se mai ne dovessimo incontrare. Per fortuna a quest'ora stanno cenando, comunque in cuor mio mi divertirebbe vedere le loro facce allibite.

"Mani dietro alla schiena" e sento il freddo dell'acciaio sulla mia pelle e le manette si chiudono intorno a ai miei polsi.

Ci avviamo e io sono un pò agitata. Non mi ha mai fatto viaggiare legata e bendata. Reclina il sedile così dai finestrini della macchina nessuno ci può vedere.

Mi sistemo più comoda che posso e lascio vagare il pensiero. Dopo un pò chiedo: "Siamo arrivati? quanto dura il viaggio?"

Non mi risponde; la musica del cd mi culla in un torpore soporifero. Mi rilasso. Finalmente arriviamo. Posteggia e mi fa scendere. Entriamo, mi leva la pelliccia.

"Ora saliamo al piano di sopra" mi comunica. "Non muoverti, resta così. Voglio ammirarti."

Mi leva le manette e mi spoglia. Prende i miei polsi e mi lega. Riconosco la 'croce di sant'Andrea'. Blocca le caviglie e accarezza il mio corpo. Tocco lieve all'inizio,soppesa, palpa, percorre la linea della mia schiena con le unghie, arpiona sussurrando:
" Non c'è posto dove tu possa fuggire prigioniera dei tuoi stessi desideri quando l'unica risposta al tuo essere schiava è appartenere al Tuo Padrone".

Emozioni che vanno oltre ogni sentimento, emozioni che vorresti respirare, toccare per sentirle bruciare sulla pelle.Senti le viscere fremere, il tuo inguine anche; ti accorgi di iniziare a bagnarti esposta agli sguardi dei presenti, lasciata lì, frutto proibito della tua voglia.

Lo schiocco della frusta; eccolo, supera la barriera del suono, penetra in te, nella tua testa, nella tua anima, attendi pregustando di sentirla sulla tua pelle. Ecco il suo primo bacio; ti lasci andare, ti abbandoni. Altri 'baci' arrivano imperiosi, prepotenti, scalfiscono e segnano la tua pelle disegnando
splendidi arabeschi rossi fuoco.Urli la tua passione, piangi di dolore e sarà l'unione di due corpi e un'anima.

Un momento di tregua, poi ricomincerà..ti prenderà a Suo piacimento e non servirà a nulla lamentarsi; tu sai che così deve essere, sei nata per questo ed è quello che desideri.Mi slega, mi gira davanti e ricomincia. Colpisce con precisione i capezzoli esposti, il seno non viene risparmiato, così l'antro del piacere. Piacere che porta all'esplosione dei sensi; mi abbandono al mio 'sentire' mentre un abbraccio vorace mi blocca.Mi concentro sul mio turgido languore mentre un brivido mi percorre. Obbligata all'immobilità ansimo sempre più; il piacere è arrivato madida di sudore, il mio corpo sfinito grida la sua estasi.

"Vedrai, non sarà facile. Non ti risparmierò nulla. Sarai tu a desiderare le mie punizioni" aveva detto all'inizio. Così è.

Mi ha tolto la benda che oscurava la mia vista ma io avevo già visto il mio desiderio, il turbinio delle voglie che mi attanagliano senza darmi tregua, la mia mente in perenne movimento. Avevo udito la mia essenza di schiava urlare...ancora, ancora, ancora...non ti fermare Padrone...portami nei meandri della mia perdizione. Voglio perdermi in Te e con Te. (continua)

copyright Lara Bianchi-Diritti riservati

giovedì 22 gennaio 2015

Giochi bdsm: wool fetish

L’inverno e la nuova moda degli scaldacolo offrono una bella opportunità.
La schiava parla troppo? Quando si passeggia insieme in città fa richieste continue di entrare in negozi per comprare le cose più assurde? O sempre passeggiando ha l’abitudine di fermarsi a parlare con tutte le mille conoscenze che incontra e fare chiacchiere inutili ?
O anche se nessuna di queste ipotesi ha riscontro nella realtà, il piacere di sapere il suo terrore di trovarsi nella condizione di non poter parlare perchè con un bavaglio a pallina o peggio un bavaglio a O in bocca, è quanto basta, ad un vero sadico, per farlo.

Un bel scaldacollo ampio che copra anche la bocca ed ecco che il bavaglio diventa un segreto tra te e lei. Altri non vedono, altri non sanno. Ma tu si e soprattutto lei sì. E che angoscia andare in giro così.

Metti che ad incontrarla sia sua madre o suo fratello o la sua più cara amica, quella con cui su FB non passa ora che non ci sia un messaggio … e … non può cavarsela con un cenno di saluto con la testa o con la mano.

Sarebbe imbarazzante o meglio da sprofondare.
Che angoscia.
Quale piacere migliore

(Post scritto da Barrymore, Direttore Marketing&Pubblicità dell’ANPAS ossia della Associazione Nazionale Produttori Associati Scaldacollo)

http://www.gabbia.com/il_blog_gabbia/lo-scaldacollo






dal sito woolbondage.tumblr.com



lunedì 19 gennaio 2015

COSI’ IN CATENE



Era così. E’ sempre stato così solo che… non avevo capito quello che era in realtà.

E’ stata una bella avventura. Le cose capitano per caso, a volte sono volute e cercate, altre volte

sono desiderate e rimangono lì rinchiuse nel cassetto. Magari poi un giorno quando la bufera

attraversa la tua vita, butti tutto all’aria e allora escono dal cassetto quei fogli sopra i quali avevi

scritto. Riflessioni, avvenimenti che raffiorano come lance sparate sul tuo corpo a girare nelle

piaghe lasciate nel corso del cammino.


Ti guardi allo specchio e vorresti vedere. Cosa? Foto, immagini nella tua testa che si accavallano in

disordine…prima questa, no questa, no quest’altra.

Il caos. Un rumore forte percorre la casa. Un fulmine si è scaricato vicino. Sussulti. Un brivido ti

percorre e tu credi che questa sia la causa. Allunghi la mano. Vuoi toccare lo specchio quasi ad

accarezzare il tuo corpo martoriato. Allunghi anche l’altra mano. La porti sul tuo viso, sfiori gli

occhi, vedi le occhiaie sotto di essi, la tua bocca che è stata baciata, che ha dispensato baci, che ha

sussurrato parole d’amore, ha implorato attenzioni, ha urlato di rabbia, ha dispensato doni, ha

mormorato frasi sommesse quasi a voler raccontare .


Ti abbracci. Da quanto tempo non vieni abbracciata? Da quanto tempo non vieni amata? Da quanto

tempo non ricevi attenzioni? Prosegui nel tuo affannoso percorso correndo quasi timorosa di non

riuscire a stare dietro a tutto. Ma perché? Ma per chi?

Un corpo che non ha più la giovinezza dei vent’anni ma riflette il trascorrere del tempo, la

morbidezza delle forme, le imperfezioni della pelle.

Ti guardi. Cosa vedo? ti domandi.

Questa sono io? Si sei tu, la tua anima risponde.

Lo vedi cosa sei diventata? Si lo vedo.


Il mio sguardo prosegue bramoso . Sono io. Così imperfetta fuori ma armoniosa dentro. Ho

attraversato fiumi impetuosi, scalato montagne, sfiorato voragini, scalciato attraverso i rovi, ferito il

cuore rimanginando ferite sanguinolente e putrescenti.

Guarda; vedi? Sono cicatrici. Segnano la tua storia, il tuo essere, la tua vita. Apparterranno per

sempre a te. Non sono di nessun altro. Solo tue.

Io sono tutto questo? Sei tu.

Sei pronta ad andare avanti? Si lo sono

Sei pronta ad affrontare altre prove? Certo

Allora rivestiti. Affronta il tuo destino. Accarezza il tuo corpo, amalo. Ama te stessa. Solo tu sai.

Ecco, ora so.


Mi inginocchio e mi prostro a te. Porgo i miei polsi per farmeli cingere dalla catene.

Mi dono a Lui. Ora so.

Copyright- diritti riservati Lara Bianchi

La filosofia nel boudoir-Bdsm creuza du male