venerdì 22 aprile 2016

E con il trascorrere del tempo ho imparato....a diventare ancora più stronza!

In questi ultimi mesi sono stata assente; ho scritto quasi nulla estraniandomi da tutto e da tutti.
La vita è fatta così; c’è chi scende e c’è chi sale. La rabbia mi attanaglia in certi momenti e allora ecco che la mia forza viene meno. Il dolore è così forte che mi sento lacerata dentro. Dentro al mio animo che grida sanguinante. Urla dal dolore.
E’ un dolore diverso da quello fisico. Ti devasta la mente. Non capisci più nulla e avresti solo voglia di annullarti per evitarlo. Tutto questo è impossibile. Ti svegli ogni giorno e l’aurora ridacchiante ti prende in giro toccandoti sulla spalla:

‘Cosa credi di fare? Pensi di scappare oggi? No, non te lo permetterò. Alzati e cammina’


Oggi, un giorno come un altro. Sai la novità; i giorni si aggiungono ai giorni. Tu…sola e sempre uguale. Non hai la forza di iniziare la tua giornata.
Cerchi un motivo, uno solo per farlo. Inerzia, abulia. Non ce la fai. Veleno…ti prende e ti attanaglia, ti avvelena l’esistenza. Ti inacidisce.
Ti giri e rigiri nel letto. Ora mia alzo…te la racconti. Ti lasci andare e mille pensieri ti ronzano per la testa. Sarebbe così bello lasciarsi andare e cadere giù, sempre più a fondo…giù..giù…Non ne puoi più di sentirti così.
Accozzaglia di riflessioni. Lacrime che bruciano come fuoco. Vorresti spegnerti e chiudere. Sarebbe una soluzione e…non inizi la giornata. Spegni il sole che brilla fuori e vuoi solo il buio, il silenzio, il vuoto.
Ti senti svuotata dentro.
Vorresti uscire, gridare, danzare nuda, ubriacarti, perderti.
Riflessioni, emozioni…in un giorno come gli altri.


Chini il capo e ti trascini. Respiri, sei viva e anche se gli occhi ti bruciano di lacrime, ti alzi e vai. Dove non si sa.
La donna forte . A volte si è stanchi di essere forti, di prendersi carico di tutto.
Cerchi di trovare una motivazione anche alla sofferenza . Ti ritrovi in un momento di afasia totale. Non riesci a dare una forma al tuo pensiero.
E rimani lì imbambolata a fissare il monitor del pc fissando una foto che ti ritrae in un momento felice, quando ancora non sapevi.
Vorresti esprimere i tuoi pensieri ma non sai neanche tu da che parte incominciare.
Attendi sperando che la tua mente ritrovi la sua strada. Rimani così… stupita;cerchi di dare un senso a quello che un senso non ce l’ha.
I giorni passano e la situazione non migliora.
Ti lecchi le ferite che diventeranno cicatrici. Cicatrici così profonde che portano in te un cambiamento.


Ed ecco che cambi. Diventi ancora più stronza.
Ti fortifichi ulteriormente . Vai avanti, scrolli le spalle e vai.
Sei diventata spietata. Non perdoni nulla e nessuno. Ancora più polemica. Schieri le tue armi e ti difendi.
Non permetterai più a nessuno di ferirti. Ora sai. Sai cosa sei e perché lo sei. Dai risposte che ti stupiscono. Non lasci passare niente.
Tutto viene filtrato. Tu sei..te stessa.


Le persone ti scrivono parole senza senso. Promesse buttate al vento.
Ti parlano di altri mondi. Di mondi che non conoscerai mai. Ma poco ti importa.
Non ho bisogno di questo. Ho bisogno di concretezza. Non crederò mai più..
Ti guardi allo specchio che riflette il tuo fisico. Ti piace quello che vedi. Vedi anche la corazza che non potrà più nessuno scalfire.
Pensieri così..in un giorno qualunque.
Considerazioni fissate sulla carta, indelebili ricordi di un tempo passato!


©Lara Bianchi-22 Aprile 2016- Tutti i diritti riservati


lunedì 18 aprile 2016

E un giorno accade.....l'insuccesso del Generale che rimane 'a bocca asciutta'!

Le cose accadono così, senza un perché. Un giorno di primavera; un contatto per e mail. Un invito a un incontro:

‘Ci prendiamo un caffè?’.

Penso, eccone qua un altro di quelli ‘furbi’. Non rispondo; nei giorni seguenti ci penso. In fondo mi scappa da ridere e rispondo:

‘Il caffè mi rende nervosa’ e iniziamo a scriverci.

Una persona particolare; subito penso a un mitomane in vena di manie di grandezza. Esalta la sua persona, il suo lavoro e il suo essere. Indago, lo lascio scrivere e la cosa si fa interessante. Voglio proprio vedere fino a dove si spingerà. Le e mail si ‘infittiscono’ ; solito scambio di fotografie e io mi diverto ancora di più inviando miei scatti frutto della mia esperienza fotografica. Mi piace farmi fotografare e mi definisco una fotomodella amatoriale. Ho bisogno di questo. Adoro sentirmi desiderata e non concedere, per lo meno così, tanto per fare.Sono un vulcano di idee e con me non ci si annoia mai.
Vuole conoscermi. Non è un master ma mi spiega che il Bdsm per lui è un gioco visto che la sua esperienza professionale ha incluso una pesante esperienza militare in zone di guerra. Quello che noi definiamo sado/maso, per lui è qualcosa di altro. Descrive torture alle quali ha assistito ma mai ha fatto in prima persona, per lo meno da quando è diventato ufficiale. Mi spiega che risiede all’estero ma viene in Italia per lavoro e che questo non sarà un problema.



Ci diamo appuntamento in un posto pubblico. Una cena informale in un ristorante nel porto. Arrivo e non lo vedo. Poi eccolo spuntare, uguale a come si era descritto; le foto che mi ha inviato sono vere. Un uomo dall’aspetto professionale, età sulla sessantina. Il ristorante non è quello che mi ero aspettata io. In zona c’è un posto dove cucinano le ostriche. Avevo pensato che una persona del suo livello sarebbe stato attento ai particolari. Iniziamo a parlare per conoscerci . Ci raccontiamo le nostre esperienze rassicurandoci sulla nostra identità. Mangiamo del pesce . La serata è bella anche se fredda. L’ambiente è deprimente. Poca gente agli altri tavoli avendo lui scelto una location defilata. La cena si svolge regolarmente . Parla del suo lavoro e a un certo punto, annoiata, devio il discorso chiedendogli di noi, su quello che pensa possa essere una nostra eventuale relazione. Non ottengo risposte esaurienti. Lo sento sfuggente. Al termine della cena usciamo a fare due passi e decidiamo di andare in un luogo appartato. Atmosfera tranquilla, due divani ad angolo, beviamo qualcosa. Mi guarda mentre parlo. Il suo sguardo è voglioso.
Mi dice: ‘Sei proprio una bella donna. Mi metti voglia’.
Per niente imbarazzata, accetto il complimento. Mi prende la mano chiedendomi il permesso di toccare la mia pelle. Lo lascio fare in fondo una mano si può dare.
Lo vedo imbarazzato. Il posto è tranquillo e silenzioso. Nessuno bada a noi.
‘Potresti venire vicino a me?’ domanda, invitandomi a sedere sul divano vicino a lui.
Accetto e mi abbraccia. ‘E se adesso ti volessi chiedere di venire a letto?’
Eccolo, si svela. Sa quale sia il mio pensiero riguardo al sesso.
Si alza in piedi appoggiandosi al muro. Mi accarezza una guancia e mi gira; la mia schiena contro il suo torace.
Mi tira su i capelli, mi sfiora, mi annusa, mi tocca.
‘Saresti da frustare. Hai dei bei fianchi che fanno supporre una buona resistenza da parte tua. E’ così?’
‘Chissà. Ho abbastanza esperienza per rispondere così’ gli dico cauta.
‘Ti legherò , ti metterò le manette e ti frusterò a culo all’aria . Urlerai. La prossima volta che ci vedremo sarà così’ dice
Lo lascio dire.
Prosegue:’ Dai vieni a casa mia così andiamo a letto. Magari poi, come a volte mi succede, faccio ‘cilecca’. ‘
Continua a parlare e sente un irrigidimento da parte mia.
Torniamo a sederci nei due divani separati. L’ora si fa tardi e lo accomiato.
Ciao, ciao Generale.
Arrivata a casa, ricevo un messaggio. ‘ Sei una vera Signora e sei proprio bona.’


Questo descritto è solo un episodio fra i tanti. Tante persone mi scrivono e mi vorrebbero incontrare. Tutta ‘fuffa’. La serietà è una utopia. Le prese di posizione, un ideale che non c’è. Una realtà diffusa in ogni ambito. Si pensa che un uomo e una donna, schiava e padrone o coppia vanilla
debbano per forza fare sesso. Non sono una puritana e credo che, quello che è il mio essere, donna, femmina e schiava sia un dono da custodire gelosamente. Ho stima di me stessa e non vado con il primo che mi capita. Praticando il Bdsm ancora di più mi si è acuito il senso del significato dell’atto sessuale. Non mi interessa la mera scopata. Non mi interessa sentirmi desiderata per il vezzo del momento. Non mi interessano le parole al vento. Non mi interessano ruoli e termini altisonanti per fare colpo. Quella che sono è il risultato di una crescita interiore maturata con consapevolezza. Se questo vorrà dire restare sola, ben venga. Relazioni effimere e stilare liste di trofei conseguiti non fa parte della mia vita.


Sono separata e il mio ex continua a essere geloso. Il generale, essendo venuto a conoscenza della situazione temeva che lui potesse dargli dei problemi, così aveva invitato anche lui a cena con noi quella sera. Per chiedergli il permesso di scoparmi? E che generale è una persona così che teme un uomo????!!!!!!

Ciao, ciao generale…ti piace in gioco facile. Sei andato in ‘ bianco’!

©Lara Bianchi in data 18 Aprile 2016-Tutti i diritti riservati

La filosofia nel boudoir-Bdsm creuza du male