lunedì 19 ottobre 2015

Parafilie fra illecito e lecito




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Avendo ben chiara la distinzione tra parafilie lecite (orientamenti sessuali con connotati fantasiosi di giochi di ruolo) e parafilie illecite ( orientamenti criminali e sociopatici a sfondo sessuale), è necessario stabilire nell’ambito del lecito ciò che un parafilista (Sub – Dominante o Switch ) possa fare.

Quando si tratta di parafilie lecite o degli orientamenti sessuali ad esse correlate, come prima cosa è necessario conoscere quali possano essere le eventuali implicazioni che queste hanno nel mondo del diritto. Prima ancora di parlare delle parafilie lecite, della loro classificazione ed orientamento, non si può prescindere dal presentare una loro breve introduzione da punto di vista giuridico.


La parafilia lecita è quell’insieme di manifestazioni della sessualità umana, orientate a provare piacere attraverso l’utilizzo di fantasie non direttamente connesse al fine riproduttivo. Solitamente tali attività sono considerate da diritto, inusuali, senza implicare che esse siano sbagliate. Ma, come già anticipato, laddove si manifestassero attraverso forme di violenza psico-fisica, sono considerate patologie e crimini.


Analizzando il fenomeno dal punto di vista legale la libertà individuale è costituzionalmente garantita ed ognuno può disporre del proprio corpo in libertà. Due concetti apparentemente molto semplici ma che sono la pietra angolare di ogni buon sistema democratico; la stessa Costituzione pone delle basi di partenza: l’art. 13 comma 1° non lascia dubbi interpretativi: »La libertà personale è inviolabile». Il Codice Civile fa sua quest’impostazione ma pone i primi imprescindibili limiti laddove tratta dei c.d. atti di disposizione del proprio corpo. L’art. 5 del Codice Civile enuncia come norma imperativa ed inderogabile che: «Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente dell’integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume.». Ebbene questa norma apre uno scenario del tutto nuovo. È vero che la legge ci garantisce piena libertà ma è vero che questa libertà deve necessariamente essere esercitata all’interno della legge.


Il masochista che presta il consenso ad essere leso permanentemente “commette un’ illecito”. Ma lo commette anche chi asseconda questo suo desiderio. Infatti, non c’è solo l’illecito di chi vuol disporre di un bene di cui non dispone (ed il proprio corpo è un bene indisponibile) ma c’è soprattutto l’illecito di chi viola le norme nel nome della propria perversione. Se è vero che le parafilie lecite sono orientamenti legali, possono comportare delle fattispecie di reato, laddove la soddisfazione della propria fantasia invade l’inalienabile diritto di libertà altrui.


Ma come rendere evidente una linea di condotta corretta? Creando dei codici che siano in linea con la legge. La fruizione di rapporti parafiliaci deve essere svolta in ottemperanza a ciò che la legge sancisce stabilendone limiti, le modalità e le regole alle quali i soggetti parafiliaci si potranno attenere per relazionarsi in modo consensuale e legittimo. Mentre la legge è chiamata a rispondere al suo naturale compito, ossia la tutela della persona secondo i principi di uguaglianza e libertà, sebbene in linea di principio nulla c’è da preservare nell’intimo ambito della lecita sessualità adulta e consapevole, in caso di relazioni svolte in contesti che possono essere facilmente distorti, è la stessa legge che ha il compito di predisporre idonei strumenti di tutela quando gli atti sessuali, ampiamente considerati, coinvolgano soggetti parafiliaci.


Soprattutto quando nell’ambito FEMDOM e MALEDOM, ossia nella dominazione tra un soggetto dominante ed uno sottomesso, il masochista potrebbe essere condizionato o non avere la necessaria volontà di autodeterminarsi in un rapporto è più o meno vulnerabile, influenzabile e manipolabile, specie quando vengono messi in gioco i suoi più intimi e delicati sentimenti. In tal caso, è il legislatore che attraverso la fondazione di norme o di sentenze disciplina gli atti sessuali perseguendo lo scopo di garantire un sereno, sano e graduale sviluppo sessuale. Poiché per legge chi abusa dei diritti inalienabili di una persona (libertà alla vita, all’autodeterminazione, alla protezione dei propri dati personali, alla libertà individuale) e dei diritti umani della stessa (diritto alla sicurezza, alla protezione, all’integrazione, all’assistenza, al rispetto, all’integrità fisica ed emotiva etc.) anche se sono ottemperati attraverso l’esecuzione di discipline consensuali, il soggetto attivo è giudicato per il bene che lede, indipendentemente che questo sia o no collegato ad un ambito parafiliaco. Per legge le parafilie svolte contro i diritti umani non costituiscono un’attenuante. Anzi tali reati potrebbero costituire un’aggravante. Che purtroppo non è punita severamente come dovrebbe.

La filosofia nel boudoir-Bdsm creuza du male