sabato 7 febbraio 2015

Deep-throating: gola profonda e la psicoanalisi di Freud





Il deep-throating ("gola profonda" - dal celebre film omonimo del 1972, detto anche in italiano "soffocotto") è una pratica di sesso orale nella quale il pene eretto dell'uomo entra in profondità nella bocca del partner, oltre l'epiglottide, fino a raggiungere la gola.

Per la maggior parte delle persone tale pratica sessuale arisulta difficile, a causa del riflesso faringeo provocato naturalmente quando il palato molle viene toccato. Le persone possono avere una diversa sensibilità verso il riflesso faringeo e, con la pratica, alcune persone imparano ad eliminarlo volontariamente. Il deep-throating conduce ad un tipo completamente diverso di stimolazione orale rispetto alla normale fellatio, poiché la lingua del partner è immobilizzata e non si è in grado di succhiare; inoltre il glande dell'altro partner è intensamente stimolato dalla tenuta della gola.

Questa pratica molto spesso viene completata tappando, con le dita, il naso della partner per un istante durante la sua inspirazione, generando così un forte risucchio (da qui il nome "soffocotto").



Posizioni sessuali

Ci sono diverse posizioni che sono adatte per eseguire il deep-throating: il rilassamento dei muscoli della gola del partner è l'aspetto più importante del posizionamento. Una posizione comune è quello di allineare la bocca e la gola del partner in una linea retta (come un mangiatore di spade), ma molte altre posizioni differenti sono possibili.

La variante cosiddetta "Over-the-edge" (letteralmente: "oltre il bordo") è molto comune: il partner è sdraiato con il viso "appeso" oltre il bordo del letto e il partner in piedi o inginocchiato infila il pene nella bocca giù fino alla gola più facilmente.[1]

wikipedia





sigmund freud


« La scienza non è un'illusione. Sarebbe invece un'illusione credere di poter ottenere da altre fonti ciò che essa non è in grado di darci. »
(Sigmund Freud, L'avvenire di un'illusione[1])
Sigmund Freud fotografato da Max Halberstadt (1922) per il New York Times, immagine dall'archivio della rivista Life.
Sigmund Freud fotografato da Max Halberstadt (1922) per il New York Times, immagine dall'archivio della rivista Life.
Firma di Sigmund Freud
Firma di Sigmund Freud
Sigismund Schlomo Freud detto Sigmund (Freiberg, 6 maggio 1856 – Londra, 23 settembre 1939) è stato un neurologo e psicoanalista austriaco, fondatore della psicoanalisi, una delle principali branche della psicologia.

Freud è noto per aver elaborato una teoria scientifica e filosofica, secondo la quale i processi psichici inconsci esercitano influssi determinanti sul pensiero, sul comportamento umano e sulle interazioni tra individui. Di formazione medica, tentò di stabilire correlazioni tra la visione dell'inconscio, rappresentazione simbolica di processi reali, e delle sue componenti con le strutture fisiche del cervello e del corpo umano[2], speculazioni che hanno trovato parziale conferma nella moderna neurologia e psichiatria.[3][4][5]

Nella psicoanalisi l'impulso sessuale e le sue relazioni sono alla base dei processi interpretativi. Molti dissensi dalle teorie di Freud, e quindi indirizzi di pensiero alternativi (Adler, Jung e altri) nascono dalla contestazione del ruolo, ritenuto eccessivo, riconosciuto da Freud alla sessualità.

In un primo momento si dedicò allo studio dell'ipnosi e dei suoi effetti nella cura di pazienti psichiatrici, influenzato dagli studi di Josef Breuer sull'isteria, in particolare dal caso Anna O. (ossia Bertha Pappenheim, futura fondatrice dei movimenti di assistenza sociale e di emancipazione femminile), al quale s'interessò sulla base delle considerazioni di Charcot, che individuava nell'isteria un disturbo della psiche e non una simulazione, come ritenuto fino ad allora. Dalle difficoltà incontrate da Breuer nel caso, Freud costruì progressivamente alcuni principi basilari della psicoanalisi relativi alle relazioni medico-paziente: la resistenza e il transfert.

Di questo periodo furono le intuizioni che formano il nucleo della psicoanalisi: il metodo d'indagine mediante l'analisi di associazioni libere, lapsus (da cui il lapsus freudiano), atti involontari, atti mancati e l'interpretazione dei sogni, e concetti come la pulsione (Eros e Thanatos), le componenti dell'inconscio e della coscienza (Es, Io, Super-Io, in sintesi: Es è il subconscio istintivo, primordiale, derivante dalla natura umana e spinto dalle pulsioni sessuali, Io rappresenta la parte emersa, cosciente, Super-Io una super-coscienza maturata dalla “civilizzazione” dell'uomo, il codice di comportamento), il Complesso di Edipo, la libido e le fasi dello sviluppo psicosessuale.

Le idee e le teorie di Freud - viste con diffidenza negli ambienti della Vienna del XIX secolo - sono ancor'oggi dibattute, non solo in ambito medico-scientifico, ma anche accademico, letterario, filosofico e culturale. La psicoanalisi in quanto teoria della mente e dell'inconscio è ancora abbastanza accettata, ma molti ne hanno messo in discussione l'efficacia terapeutica. Di questa difficoltà terapeutica ma del fatto che fosse più attendibile come teoria, lo stesso Freud era probabilmente consapevole.[6]

L'internazionale della psicoanalisi[modifica | modifica wikitesto]
Dopo aver pubblicato l'articolo "Morale sessuale e le malattie nervose moderne", nel quale espresse le sue riflessioni sulla civiltà, Freud nel 1909 venne invitato negli Stati Uniti insieme allo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung e all'ungherese Sándor Ferenczi. Poco dopo a New York si aggiunse a loro Ernest Jones, giunto dall'Inghilterra.[7]





Sigmund Freud nel 1905

In questo contesto ebbero luce le "Cinque conferenze sulla psicoanalisi". Freud aveva 53 anni e alla Clark University fu insignito del titolo di Dottore. Inoltre Freud ebbe modo di incontrare il filosofo americano William James.[7]

Secondo una versione diffusa della storia della psicoanalisi, in Europa il discorso freudiano era tacciato di "delirio", di ossessione per il sesso e di rovina della società mettendo in piazza indecenze e perversioni. Secondo alcuni, c'era l'impressione che la comunità umana si rifiutasse il suo discorso e che volesse ridurre lui e i suoi seguaci al silenzio per impedir loro di nuocere. Questa "folla inferocita" non avrebbe spaventato il medico viennese; anni dopo egli accusò Jung di codardia, invitandolo a non utilizzare più il termine 'psicoanalisi' per le sue teorie, basate su una teoria della libido desessualizzata; Jung allora utilizzerà il termine "psicologia analitica".[7]

Tuttavia, lo storico della psicologia Allen Esterson, criticando il resoconto del neuroscienziato Mark Solms secondo il quale le idee di Freud sull'esistenza di pulsioni animali primitive negli umani avevano scandalizzato i suoi contemporanei vittoriani, ha scritto:

« questo resoconto mirante a dare un quadro complessivo della situazione a quei tempi è stato confutato talmente tante volte dagli studiosi che hanno condotto ricerche su quel periodo che si dispera che i veri fatti riusciranno mai a penetrare il mondo ermeticamente chiuso dei tradizionalisti psicoanalitici.[10] »
Secondo Catherine Meyer,

« [Frank J.] Sulloway[11] giunse a stabilire che gli elementi principali della teoria freudiana della sessualità - la 'bisessualità', le 'zone erogene', la 'perversione polimorfa', la 'regressione', la 'libido', la 'rimozione primaria' ecc. - provenivano in linea più o meno diretta dalla sessuologia dell'epoca (Krafft-Ebing, Albert Moll, Havelock Ellis), il che demoliva allo stesso tempo il mito dell'isolamento intellettuale di Freud e del preteso 'puritanesimo' dei suoi colleghi.[12] »
Negli Stati Uniti, Freud si sarebbe sentito più a suo agio anche se in seguito (1925) confessò che là, dove la "dottrina del comportamento" si vantava di aver eliminato la psicologia, la portata del suo pensiero era abbondantemente annacquata.[7]

Nel 1910, il Congresso di Norimberga (30 e 31 marzo) istituì un'organizzazione internazionale per coordinare le associazioni psicoanalitiche nazionali. Il congresso era stato organizzato da Carl Gustav Jung, che veniva visto come il successore di Freud alla guida del movimento psicoanalitico. Freud stesso, in questa occasione, fece pressione affinché la presidenza dell'internazionale della psicoanalisi venisse affidata a Jung. Alfred Adler e Wilhelm Stekel invece s'incaricarono del giornale dell'associazione "Zentralblatt für Psychoanalyse" (Rivista centrale di psicoanalisi). In seguito, a questa rivista si affiancò "Imago", che trattava gli aspetti non direttamente medici della psicoanalisi ed era diretta da Freud. Già allora circoli medici legati alla psicoanalisi erano presenti a Berlino, Vienna, Zurigo, Budapest, Bruxelles, Stati Uniti, Russia, Francia, Italia e Australia.[7]

Con questi medici e psicoanalisti, che costituivano l'avanguardia del nuovo movimento di pensiero del novecento, ai quali bisognerebbe aggiungere l'insieme numeroso e sofferente dei loro pazienti, "materia prima" della "nuova scienza", Freud cominciò a intessere una fitta e costante corrispondenza per garantire coerenza e avvenire al movimento. Nel 1910 ci fu un'altra novità, il primo tentativo di biografia psicoanalitica, quel Un ricordo infantile di Leonardo da Vinci che costituisce, come confessò Freud, "la sola cosa piacevole che io abbia mai scritto".[7]
L'internazionale della psicoanalisi[modifica | modifica wikitesto]
Dopo aver pubblicato l'articolo "Morale sessuale e le malattie nervose moderne", nel quale espresse le sue riflessioni sulla civiltà, Freud nel 1909 venne invitato negli Stati Uniti insieme allo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung e all'ungherese Sándor Ferenczi. Poco dopo a New York si aggiunse a loro Ernest Jones, giunto dall'Inghilterra.[7]

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