giovedì 26 settembre 2013

In gabbia


‘Appesa nella gabbia:ora resterai lì ...

mi piace guardarti mentre sei costretta all'immobilità, esposta a tutti,piegata dalla mia volontà'.

Sei uno spettacolo magnifico; ho invitato qualche amico. Non potevo non condividere questa visione con altri.

Sei piena, come piace a te; i tuoi orifizi reclamano? Vedrai fra un po’ quanto urlerai.’

Eccoli, arrivano; sono in tre, con il volto coperto. Mi bendano, iniziano a dondolare la gabbia. Senza

Orientamento mi viene la nausea. Ho la vescica piena che preme contro il mio utero. Avrei bisogno di urinare

Abbassano la gabbia per rendere più agevoli i loro movimenti. Mi deridono, mi insultano….sento pungere.

Qualcosa è nelle mani di uno di loro e mi punge i seni; dietro sento che qualcuno spinge a fondo il dildo,

velocemente e poi di colpo, lo estrae.

Sono accessibile, la gabbia ha le maglie larghe; possono fare quello che vogliono. Lui gli ha dato il permesso.

Sento che mi sto eccitando per questa situazione anche se la temo. Sento delle dita dentro di me, un dito mi

Profana, poi due, tre dita,infine la mano si impossessa del mio ano. Urlo ma davanti qualcun altro è veloce a

zittirmi. Mi infila le dita in bocca e mi ordina di succhiagliele, piano, piano. Usa la mia bocca come farebbe

con il mio sesso. Mi spinge le dita in gola; inizio a tossire,mugolo, sbavo, respiro a fatica. Con l’altra mano mi

prende i capelli, percorre il mio viso, tira le mie orecchie. Leva la mano e sento contro le mie labbra qualcosa

di duro.

‘Apri la bocca, cagna’ ed entra dentro di me. Sussulto per quanto mi sia possibile , mentre

sento sul mio corpo mille aghi che lo pungono. Vengo frustata con qualcosa di pungente, cerco di urlare ma

quello davanti non me lo permette. Dietro di me vengo posseduta con forza; colpi poderosi mi squassano.

Non capisco più niente; sento colare in mezzo alle mie gambe. Urina o umori, poco importa.

Sento il mio Padrone che li incita: ‘Così, dateci dentro. A lei piace così, non datele tregua.’

Quello davanti viene dentro di me, lo stesso fa quello dietro. Si danno il cambio.

‘Ora ti spacco, ti farò urlare’ dice una voce e mi penetra di colpo dietro.

Davanti vengo presa allo stesso modo; volo sulla luna. Perdo la cognizione del tempo, mi sembra una

eternità da quando tutto è iniziato; vorrei che terminassero. Il mio corpo è preso selvaggiamente; non

riesco a controllare le mie reazioni. Sono bloccata polsi e caviglie alla gabbia. Dolore e piacere sono una sola

cosa. La schiena brucia. Ora sento dolore anche ai capezzoli. Due mani sono riusciti a prenderli, sento tirare

e qualcosa li stringe. Sento qualcosa di freddo e le pinze vengono applicate, per cima, per fare più male.

‘Ingoia, ingoia tutto cagna, fino all’ultima goccia’ ; ubbisco.

Altro cambio; chi è dietro viene davanti, chi mi frusta si posiziona dietro, la terza persona si occupa di me

in altro modo.

‘Che ne dite della pioggia dorata?’ dice il mio Padrone

‘Cagna apri la bocca e ingoia’ così vengo innondata ovunque dal loro liquido.

I capezzoli bruciano maledettamente e sento che mi spalmano qualcosa sopra di essi e all’apertura dei mie

Orifizi. Un calore istantaneo mi pervade. Potrebbe essere peperoncino. Avevo già subito questo supplizio dal

Mio Padrone. Vanno avanti inesorabilmente. Lui mi sorprende sempre con situazioni speciali, mi piace per

Questo. Possiede la mia mente e il mio corpo che può disporre a Suo piacimento. Lui, il mio Padrone; io la

Sua inutile schiava, al suo servizio per compiacerlo.

Vengo riportata alla realtà sentendo dentro di me il seme del piacere; anche quello davanti ha finito ma mi è

Venuto in faccia. Con la sua mano mi spalma con i suoi umori , poi me lo rimette in bocca per

farselo pulire.

‘Ne hai abbastanza cagna? O devono continuare?’

‘Come lei desidera mio Signore’ rispondo

‘Bene; sei tutta sporca, una cagna lordosa e puzzolente. Fai veramente schifo. Ora ti puliamo’

‘Vedete là quella montagna ‘odorosa’? Mettetetevi i guanti. N prendiamo un po’ per uno e la spalmiamo.’

Rabbrividisco ad ascoltare queste parole; ho capito cosa vogliono fare. Avevo visto la montagna di letame

Prima che mi mettessero la benda.

Li sento tornare e avvicinarsi a me. Iniziano a spalmarmi in abbondanza, ovunque. L’odore è forte e

Nauseabondo. Lui vuole così. Questo è il Suo desiderio. Accetto tutto per il Suo piacere.

‘Ora te ne starai lì; sei meravigliosa e ti vogliamo contemplare’

Immagino che siano vicino a me ma non li sento parlare. Non saranno andati via, penso, lasciandomi lì da

Sola.

Nulla. Silenzio. Sento il vuoto dentro di me. Sono dolorante, sporca, il mio corpo brucia.

Gelo…freddo…

‘Pensavi che ti avremmo lasciato qua tutta sola?’

Secchiate di acqua gelida mi arrivano addosso, levandomi il fiato.

‘Ecco, ora abbiamo terminato.

Lui, il mio Padrone che riesce sempre a stupirmi.

Copyright Lara Bianchi



La filosofia nel boudoir-Bdsm creuza du male