domenica 12 marzo 2017

Urbex photograpfy: esplorazione urbana di luoghi abbandonati e il racconto de 'La soffitta'

da Wikipedia

L'Urban Exploration (spesso abbreviata in urbex o UE), tradotta letteralmente dall'inglese come "esplorazione urbana", consiste nell'esplorazione di strutture costruite dall'uomo, spesso rovine abbandonate o componenti poco visibili dell'ambiente urbano. La fotografia e la documentazione storica sono ingredienti essenziali di questo hobby e, anche se talvolta esso può condurre allo sconfinamento su proprietà private, non è questa la regola e comunque le intenzioni sono oneste.



L'Urban Exploration è anche comunemente indicata come "infiltrazione"; tuttavia alcuni praticanti preferiscono limitare tale denominazione alla sola esplorazione di siti attivi o abitati. Talvolta viene anche chiamata "speleologia urbana" o "arrampicata urbana", a seconda dei luoghi visitati. Esempi di questa attività sono l'esplorazione di palazzi sia abbandonati che ancora abitati, di sistemi urbani di drenaggio delle acque, di tunnel di servizio, di passaggi sotterranei e simili.


Per sua stessa natura l'urbex comporta diversi fattori di rischio, dai pericoli fisici veri e propri alla possibilità di infrangere la legge con relative sanzioni sia pecuniarie che penali. In diversi paesi, infatti, alcuni comportamenti connessi con l'esplorazione urbana possono violare leggi nazionali, regolamenti locali e interpretazioni più o meno libere delle normative contro il terrorismo, oppure possono essere anche considerati forme abusive di accesso o lesioni della privacy.


Nella fotografia vi sono molti generi. Uno di questi è l'urbex ossia cercare luoghi abbandonati per fare servizi fotografici di forte impatto emozionale e visivo. Nel Bdsm questi luoghi possono essere interessanti per sessioni un pò particolari e diverse dal solito. Il consiglio è quello di andarci sempre accompagnati per evitare brutte esperienze non sapendo chi ci possa essere in questi luoghi che attirano persone di vario genere.

Sicuramente ne uscirà un bel lavoro sia fotograficamente parlando che sado-maso. A volte per raggiungere queste location occorre camminare come ad esempio resti di castelli e fortezze, interi paesi abbandonati. Penso che la fatica per raggiungerli sia ben spesa venendo ripagata anche dal lato emozionale e di forte impatto.

Scrivo racconti e vi lascio l'inizio di uno di questi, intitolato 'La soffitta'.


Lei sapeva di dover essere punita; Lui l'aveva rinchiusa in quella soffitta umida e polverosa con la benda sugli occhi.

Dal vecchio grammofono funzionante la musica si diffondeva nell'ambiente, musica sensuale che accendeva i suoi sensi già abbastanza caldi.

Dal suo petto usciva il suo respiro in maniera sempre più veloce...sapeva che Lui era lì e la stava osservando, sentiva la sua presenza e a volte udiva l'asse del pavimento cigolare.

Quell'attesa la snervava...era questo il suo gioco; lei immobile, a capo chino attendeva e più il tempo passava, più temeva e agognava la sua meritata punizione.(continua)

©Lara Bianchi copyright -pubblicato in data 12 Marzo 2017

























lunedì 16 gennaio 2017

Helmut Newton e la sua visione della donna discinta nella fotografia

http://www.viaggiofotografico.it/3491/helmut-newton-roma/

Helmut Newton, senza dubbio un nome che ha fatto la storia della fotografia anche quando era ancora vivo. Famosissimo e amatissimo da tutti Helmut Newton è sempre stato un personaggio di grande spicco, un divo a tutti gli effetti, parte integrante dello star system che ha sempre raccontato e descritto nelle sue immagini. Newton insomma non è mai stato un osservatore di un certo mondo, non un narratore reporter affascinato dai suoi soggetti, lui raccontava il suo mondo vivendoci dall’interno come suo stile di vita e mostrandoli all’esterno con le sue fotografie come icone di un mondo altrimenti inaccessibile ai più.


Le sue immagini ci raccontano di ville con piscina a Montecarlo, di attici a Manhattan o ai piedi delle Torre Eiffel, lui scattava per lo più in casa di amici o in quelle delle persone che ritraeva o nelle sue case che aveva sparse per il mondo. Le sue location preferite erano le grandi città come Parigi o Berlino, o le ville monumentali del lago di Como… Visioni di vita quotidiana, la sua. Concessioni fatte all’umanità di poter dare uno sguardo ad un mondo abitato da donne bellissime, discinte e disponibili, che vivono in case da film. Quelle di Newton sono delle visioni voyeuristiche di una società occidentale ricca e opulenta, arrogante e trasgressiva. Le donne di Newton sono annoiate, prepotenti, capricciose e fisicamente perfette, sono le donne che tutti gli uomini vorrebbero avere ma nessuno vorrebbe sposare, ma sono donne spesso tristi, insoddisfatte, la loro disponibilità è solo fisica, non morale.


Queste donne si baciano tra loro per noia, perchè vivono da sole in case senza uomini troppo affaccendati a fare altro. Le rare volte che gli uomini appaiono al cospetto di queste donne languide hanno sempre un ruolo subalterno, sottomesso, servile. Ecco quindi uomini baciare manichini o stare con lo sguardo basso, preso da altri pensieri mentre ci sono due donne davanti a lui riflesse nello specchio che amoreggiano tra loro completamente nude. Le donne di Newton arrivano ad interpretare il ruolo dell’altro sesso fino al punto di indossare abiti maschili e a tagliarsi i capelli in un continuo gioco fatto di ruoli e di identità. Gli uomini nel migliore dei casi stanno a guardare o sono schiavi della bellezza femminile.


Le modelle che il grande maestro tedesco sceglie per le sue visioni fotografiche giocano alla cavallina con tanto di frustino tra i denti all’interno di lussuosissime residenze, vestono con vertiginosi tacchi a spillo e ostentano la loro superba bellezza facendone un uso di fortissimo erotismo, mai volgare, mai pornografico. Per primo Newton ha portato il nudo nella fotografia di moda, pubblicizzando gli abiti e gli atelier internazionali con modelle in nudo integrale.
Vedendo la mostra di Roma, con oltre 200 foto tratte da 3 libri che sono stati diffusi in tutto il mondo, si ripercorre la storia della poetica visiva di questo grande artista. L’osservatore poco attento viene immancabilmente rapito dalla bellezza plastica delle modelle che qui vengono usate nel vero e proprio senso letterale del termine per interpretare il loro quotidiano, per quanto questo sia distante dal vissuto comune. Ad uno sguardo più approfondito ci si rende conto di come queste foto abbiano dettato 40 anni fa gli stili della fotografia moderna e contemporanea, di come le sue inquadrature, i suoi tagli e lo stile cromatico che otteneva in camera oscura siano oggi del tutto attuali e gli stessi che cerchiamo di ottenere con gli effetti di Photoshop.





lunedì 5 dicembre 2016

Femdom

https://it.wikipedia.org/wiki/Femdom

FEMDOM

Femdom è un termine inglese, che deriva dalla contrazione di Female domination, e indica il ruolo di dominazione esercitato da una donna su un solo uomo a lei sottomesso. Nell'ambito di una relazione erotica o di una pratica sessuale. In altri termini, nell'ambito del BDSM, un soggetto dominante (dom) donna, chiamata anche mistress esercita il suo potere su uno solo schiavo (slave) di sesso maschile.


PRATICHE FENDOM

Pratiche tipicamente femdom includono l'umiliazione erotica, il bondage, il feticismo del piede femminile (o foot worship), il trampling, l'ass worship, il facesitting, ossia il sedersi sulla faccia dello slave, lo smothering (una sorta di soffocamento erotico), lo spanking, il pony-play e lo shoe worship (adorazione delle calzature).


Pratiche molto più estreme sono il pissing, il fisting, la flagellazione, la coprofagia, l'urofagia, la castità forzata e il cuckold. Altri "giochi" sono quelli in cui la padrona costringe lo slave, spesso con maltrattamenti fisici, a ripulire i suoi stivali o le sue scarpe con la lingua, ad odorare, baciare e leccare i suoi piedi sporchi o a subire altre umiliazioni come gli sputi, in faccia o in bocca, per poi forzare lo slave ad inghiottire la saliva ricevuta.


Sono praticati inoltre la femminilizzazione dell'uomo sottomesso (che si comporta, si veste o si trucca da donna per compiacere e divertire la sua padrona), il pegging con strap on o vibratori, il CBT e la negazione dell'orgasmo, anche mediante il tease & denial, una forma particolarmente insistita di stimolazione sessuale associata alla negazione del piacere tramite strusciamenti o anche un fellatio con morsi oppure essere eseuguito verbalmente.


In una pratica femdom la padrona deve saper distinguere i vari momenti su come trattare il proprio o la propria slave. Come in ogni rapporto BDSM vale sempre la regola del SSC (acronimo di Safe, Sane and Consensual) anche se spesso, vista la completa devozione e fiducia dello/a slave, questo/a tende ad abbandonarsi completamente nelle mani della padrona.


https://it.wikipedia.org/wiki/Dominatrice

DOMINATRICE

Nelle pratiche indicate dall'acronimo BDSM, la donna che interpreta un ruolo dominante è detta dominatrice. Viene anche alternativamente definita con il termine inglese Mistress[1] o Padrona. Lo stereotipo della dominatrice raffigura una donna vestita con abiti in pelle o latex di colore nero, che indossa scarpe o stivali con tacco alto e tiene in mano un frustino.


Il ruolo della padrona nella dominazione è conseguente al significato del termine: essa è in posizione di superiorità, quindi di autorità, nei confronti dell'uomo o della donna che le sono sottomessi e che assumono il ruolo di schiavo, con tutto ciò che questo comporta all'interno di un rapporto BDSM. Può naturalmente sottomettere uno o anche più soggetti contemporaneamente, a seconda degli accordi intrapresi preventivamente tra i partecipanti. Esistono differenti metodi e pratiche di dominazione fisica e psicologica, che possono comprendere l'umiliazione e la degradazione oppure l'inflizione di disagio o dolore fisico a vari livelli. Le pratiche più "dure" e impegnative presuppongono generalmente una certa esperienza nel gioco, in particolar modo da parte della mistress che dovrebbe possedere adeguate conoscenze mediche e anatomiche (si pensi, ad esempio, alle pratiche clinical). In genere le pratiche che implicano un più intenso coinvolgimento fisico ed emotivo sono appannaggio di coppie ben consolidate, con un'ottima intesa, fiducia e conoscenza reciproca.


Le pratiche esercitate dalla dominatrice sullo schiavo, che possono essere di esplicita natura sessuale oppure non contemplare affatto il sesso, vengono prestabilite di comune accordo da entrambi i partner in base alle loro fantasie e preferenze. In ogni caso, il sottomesso può interrompere in qualunque momento il gioco ricorrendo a una safeword (parola di sicurezza) validamente riconosciuta da entrambi.


Rara e particolare curiosità riveste la tipologia di relazione definita come 24/7, cioè continua (24 ore su 24, 7 giorni su 7): in questo caso fra mistress e slave si sviluppa un rapporto ininterrotto in cui il sottomesso dedica completamente o quasi il proprio tempo e le proprie energie alla padrona, servendola in ogni sua esigenza quotidiana (per esempio nella pulizia domestica o come assistente personale nel lavoro).

Riveste invece una certa diffusione il fenomeno delle Prodomme,[2] ovvero di donne che esercitano professionalmente il ruolo di padrona, spesso all'interno di un dungeon ben attrezzato, percependo denaro come profitto della propria attività. Tali rapporti, quando consistono in uno scambio tra prestazione sessuale e denaro, vengono inquadrati nell'ambito della prostituzione.[3]


Tra le tecniche utilizzate dalla padrona nell'esercizio della dominazione, classico è l'atto di costringere il sottomesso ad azioni di adorazione quali ad esempio l'adorazione dei piedi e dell'ano. Non a caso, il termine mistress viene usato anche all'infuori dell'ambiente strettamente sadomaso, come nel caso della subcultura fetish.[4]


Le possibilità e gli scenari di gioco sono molto variegati e sono ovviamente legati alla fantasia e volontà dei soggetti coinvolti. Affinché si tratti di un effettivo rapporto tra padrona e schiavo inquadrabile nel BDSM, il consenso al gioco di entrambi i partner deve perdurare durante tutto lo svolgimento dell'azione.[5] L'adozione di ogni misura di sicurezza atta a garantire l'integrità fisica e la particolare attenzione all'igiene sono alla base della filosofia SSC (sicuro, sano e consensuale), mentre l'accettazione dei rischi legati a pratiche più "estreme" rientra nell'ambito della filosofia RACK.



martedì 22 novembre 2016

Arte fetish

https://it.wikipedia.org/wiki/Arte_fetish

L'arte fetish è una forma di arte che descrive situazioni feticistiche o che implicano attività BDSM.

Molti artisti fetish a cavallo tra gli anni 1940 e 1960, come Eric Stanton e Gene Bilbrew, iniziarono la loro carriera presso la Movie Star News (successivamente divenuta Nutrix) di Irving Klaw creando dei disegni per storie illustrate di bondage a episodi.

Nel 1946 John Willie fondò il magazine Bizarre e le prime 5.000 copie furono esaurite in due settimane.[1] Bizarre venne ampiamente distribuito negli Stati Uniti, fungendo da fonte di ispirazione per la nascita di nuove riviste fetish come Bizarre Life.[2] Nel 1957 l'ingegnere inglese John Sutcliffe fondò la rivista AtomAge, in cui erano presenti delle illustrazioni riguardanti l'abbigliamento in gomma che lui stesso creò.[2] Il lavoro di Sutcliffe ispirò successivamente il personaggio della serie televisiva Agente speciale interpretato da Diana Rigg che per l'occasione era solita indossare degli abiti aderenti in pelle, sdoganando la moda fetish.[2] In questo stesso periodo Guido Crepax, altro autore noto per le sue opere con forte connotazione fetish, creava il personaggio femminile di Valentina. Con il crescere dell'attenzione verso i fumetti fetish diversi autori subirono l'influenza dell'arte fetish, tra i quali George Petty e Alberto Vargas che collaborarono con riviste quali Playboy ed Esquire.[3] Il personaggio fumettistico più noto a incarnare l'immaginario fetish probabilmente è Catwoman, che con il suo abito aderente in pelle e armata di frusta viene definita "una icona dell'arte fetish".[4]


Molti artisti fetish, come Tom of Finland, hanno creato illustrazioni riguardanti l'urofilia.[5] Talvolta l'arte fetish si limita semplicemente a rappresentare una persona in abbigliamento fetish. L'abbigliamento fetish include biancheria intima, calze, tacchi alti, corsetti e stivali. Un comune soggetto fetish è costituito da una donna vestita da dominatrice, spesso impegnata anche in pratiche femdom.

Ovviamente l'arte fetish non si limita ai soli fumetti e alle illustrazioni, ma si estende anche ad altre arti visive quali la fotografia, la pittura, la scultura e il cinema. Allen Jones è un artista noto per le sue sculture incentrate sul tema della furniphilia. La pin-up Bettie Page è stata la protagonista di una serie di servizi fotografici a tema che l'hanno resa una delle modelle fetish più celebri.[6] Il fotografo Helmut Newton, noto per avere "reso il feticismo chic",[7] durante gli anni 1970 ha pubblicato sulla celebre rivista di moda Vogue una serie fotografica fetish introducendo gli elementi e temi tipici della subcultura fetish nel mainstream.[7]


Il fetish è un approccio alla sessualità caratterizzato dalla rilevanza erotizzante attribuita a determinati tipi d'abbigliamento, in genere intimo - come corsetti, calze e simili - e al materiale di cui essi sono realizzati, come la gomma, il cuoio, il latex, il PVC e così via.

Il fetish, quindi non si caratterizza per la predilezione per una o più specifiche pratiche sessuali, quanto piuttosto per la ricerca di determinate situazioni in cui la componente estetica è senz'altro centrale.
Una particolare variante del fetish è quella in cui l'elemento caratterizzante è costituito da divise o uniformi, siano esse militari (o simili, come divise da poliziotto), o civili: solitamente abiti da infermiera, da scolara o da cameriera, oppure abiti ecclesiastici e altro.


Nero e, in minor misura, rosso o il bianco sono i colori prevalentemente preferiti e utilizzati.

Guanti e scarpe femminili, dal tacco molto alto, sono altri accessori fondamentali per l'estetica fetish. E lo stesso per gli stivali (anche in questo caso prevalentemente femminili), specie se fascianti l'intera gamba.




















venerdì 11 novembre 2016

La sculacciata erotica nella pittura dell’800

http://www.stilearte.it/la-sculacciata-erotica-dalla-pittura-dell800-a-50-sfumature-di-grigio/


Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, assistiamo al moltiplicarsi, all’interno delle tavole e dei dipinti di arte erotica, della sculacciata. Sopraffazione e sottomissione, ricordi di antiche punizioni corporali – legate a un’educazione punitiva – ammissione di essere in una condizione pre-erotica che va al tempo stesso punita e portata a termine nel disdicevole e nel peccato, coscienza dell’imminente liberazione di pulsioni proibite costituiscono i complessi rinvii di una pratica che oggi non alligna più come un tempo, in modo ossessivo, nel rapporto tra educazione repressiva e spudoratezza nell’esercizio della sessualità, ma che trova uno spazio diverso, come esplorazione delle diverse integrazioni tra corpi. Anche Balthus (qui sotto) ha prodotto un dipinto, La lezione di chitarra, in cui la lotta tra la ragazza e l’insegnante, contiene tutti gli elementi di contrasto, ma al tempo stesso di violenta sensualità, che si instauravano tra adulti e ragazzi, nel momento della ribellione e delle punizioni corporali ad essa collegati....

.........Oggi, evidentemente, il cosiddetto spanking, rientra più nelle varietà offerte nell’ambito di un rapporto sado-maso, nella connotazione del dolore e della sottomissione, ma forse non conosce le sfumature di tipo culturale – intense nell’ambito della cultura materiale dell’atto educativo – che avevano caratterizzato la pratica erotica dello sculacciata nelle generazioni precedenti. prima che anche questa punizione fosse ufficialmente bandita e considerata deleteria sotto il profilo pedagogico.




Nell’ambito iconografico assistiamo molto spesso all’intensificarsi dell’apparire di scene a mani nude o con minuscoli frustini vegetali, che sembrano precedere il rapporto sessuale vero e proprio, in cui è il maschio (che rappresenta la figura autoritaria, fortemente attiva sessualmente) a picchiare la propria donna. Da sottolineare la presenza di un filone tedesco degli anni Venti, interpretato da un disegnatore/ice che si firma Helga Bode, fortemente punitiva e sadomaso, legata alla gerarchia e ai rapporti di potere, nelle cui tavole appaiono, molto spesso. sculacciate da parte di militari nei confronti di ragazze....

In diversi casi, si registra, sotto il profilo iconografico, anche tra donne, in rapporti omo-erotici, nel corso dei quali si evidenzia una netta differenziazione dei ruoli o in giochi tra due donne per un uomo che guarda.


La donna, nelle illustrazioni di matrice francese, sembra accettare con piacere, poichè sente di essere punita per i pensieri “impudichi” alimentati fino a quel momento; e al tempo stesso risulta eccitata dall’evoluzione di elementi arcaici di imprinting della propria sessualità e avverte la necessità di alternare sottomissione e ribellione, attraverso il libero esercizio delle azioni che ella compirà successivamente. Sotto il profilo puramente meccanico questa azione non doveva essere mai particolarmente pesante, ma intendeva far emergere i “pensieri impuri” dell’infanzia e a far affluire maggiore quantità di sangue nelle zone erogene. L’addio alla sculacciata erotica intesa come evoluzione simbolica di punizioni corporali infantili -e non solo come una variante dei preliminari erotici – si può registrare nei primi anni Settanta, con un paio di film ad essa dedicati. Questo tipo di pratica (detta appunto spanking in inglese e fessée in francese) è stata celebrata dal film francese La fessée del 1976 del regista Burd Tranbaree,
la-fessee-


Questo tipo di pratica (detta appunto spanking in inglese e fessée in francese) è stata celebrata dal film francese La fessée del 1976 del regista Burd Tranbaree,
la-fessee- dal film italiano La sculacciata, del 1974, del regista Pasquale Festa Campanile, con Sydne Rome.Ritorni alla nuova sculacciata-spanking si registrano nella canzone Hanky Panky del 1990 della cantante Madonna con il relativo videoclip.Si menzionano poi L’arte della sculacciata del 1989 di Jean-Pierre Enard con le illustrazioni di Milo Manara, Elogio della sculacciata del 1997 di Jacques Serguine e Sculacciate e sculacciati del 2000 di Paul Stoves.






lunedì 24 ottobre 2016

Aforismi Freud | Sadismo e Masochismo

http://www.psicoanalisi.it/aforismi_di_freud/6381#.WA4ilo-LSM8

Gli aforismi del Maestro Sigmund Freud

Sadismo e Masochismo

Aforismi

SADISMO E MASOCHISMO L’inclinazione a infliggere sofferenza all’oggetto sessuale o a riceverne, tra tutte le perversioni la più frequente e significativa, è stata chiamata nei due modi in cui si struttura, quello attivo e quello passivo, “sadismo” e “masochismo” (passivo) da Krafft-Ebing. Altri autori preferiscono la designazione più ristretta di “algolagnia”, che sottolinea il piacere della sofferenza, la crudeltà, mentre nei nomi scelti da Krafft-Ebing è posto in primo piano il piacere per ogni specie di umiliazione e assoggettamento.
È facile indicare le radici nella normalità per l’algolagnia attiva, il sadismo. La sessualità della maggior parte degli uomini si rivela mescolata a una certa aggressività, all’inclinazione alla sopraffazione, il cui significato biologico potrebbe risiedere nella necessità di superare la resistenza dell’oggetto sessuale anche diversamente che con gli atti del corteggiamento. Il sadismo corrisponderebbe allora a una componente aggressiva della pulsione sessuale, resasi indipendente ed esagerata, che usurpa per spostamento la posizione principale.
Nel linguaggio comune il concetto di sadismo oscilla da un atteggiamento meramente attivo, poi violento, verso l’oggetto sessuale fino al punto in cui il soddisfacimento è legato in modo esclusivo alla sottomissione e al maltrattamento dell’oggetto stesso. A rigore, solo quest’ultimo caso estremo può pretendere il nome di perversione.
Analogamente, la designazione di masochismo abbraccia tutti gli atteggiamenti passivi verso la vita sessuale e l’oggetto sessuale, e di questi l’estremo appare essere la congiunzione del soddisfacimento col patimento di dolore fisico o psichico cagionato dall’oggetto sessuale. Il masochismo come perversione sembra allontanarsi dalla meta sessuale normale più del sadismo; ed è lecito innanzitutto dubitare se esso si presenti in modo primario o piuttosto non sorga regolarmente per una trasformazione dal sadismo. Spesso si può riconoscere che il masochismo non è nient’altro che una prosecuzione del sadismo rivolto contro la propria persona, la quale fin dall’inizio tiene il luogo dell’oggetto sessuale. L’analisi clinica di casi estremi di perversione masochistica rivela la collaborazione di una grande serie di fattori (complesso di evirazione, senso di colpa) i quali esagerano e fissano l’originaria impostazione sessuale passiva.
La sofferenza, che qui viene superata, si pone sulla stessa linea del disgusto e del pudore, i quali si opponevano come momenti di resistenza alla libido.
Il sadismo e il masochismo occupano fra le perversioni una posizione particolare, poiché la coppia antitetica attività-passività che ne è alla base appartiene ai caratteri generali della vita sessuale.


Tre saggi sulla vita sessuale, 1905, Primo saggio: Le aberrazioni sessuali, Opere, Vol. 4

Che la crudeltà e la pulsione sessuale siano intimamente connesse ce lo insegna senza alcun dubbio la storia della civiltà umana, ma nell’illustrazione di questo nesso non si è mai andati oltre l’accentuazione dell’elemento aggressivo nella libido. Secondo certi autori, questa aggressività mescolata alla pulsione sessuale è propriamente un resto di appetiti cannibaleschi, vi compartecipa dunque l’apparato di impossessamento che serve a soddisfare l’altro grande bisogno, ontogeneticamente più antico. Si è anche affermato che ogni dolore contiene in sé e per sé la possibilità di una sensazione di piacere. Limitiamoci all’impressione che questa perversione non è stata affatto spiegata in un modo soddisfacente e che probabilmente in essa più impulsi psichici si uniscono in un effetto.
La caratteristica più sorprendente di questa perversione risiede però nel fatto che di regola se ne incontra la forma attiva e passiva nella stessa persona. Chi prova piacere a infliggere dolore agli altri in relazioni sessuali è anche capace di godere il dolore come un piacere che da queste può derivare. Un sadico è sempre in pari tempo anche un masochista, sebbene l’aspetto attivo o quello passivo della perversione possa essere in lui più fortemente sviluppato e costituire la sua attività sessuale prevalente.
Vediamo, così, che certe inclinazioni alla perversione si presentano come coppie di contrari, e ciò, con riguardo al materiale che sarà addotto, può assumere un alto significato teorico. È inoltre evidente che l’esistenza della coppia di contrari sadismo-masochismo non può essere senz’altro dedotta dall’intervento dell’aggressività. Al contrario si sarebbe tentati di porre in relazione questa coppia di contrari esistenti contemporaneamente con la coppia di contrari maschile-femminile, congiunta nella bisessualità, al posto della quale in psicoanalisi si deve introdurre frequentemente la coppia attivo-passivo.

Tre saggi sulla vita sessuale, 1905, Primo saggio: Le aberrazioni sessuali, Opere, Vol. 4


Sappiamo che dopo la ripulsa della nanja [par. 3] e la conseguente repressione dell’esordiente attività genitale la sua vita sessuale (L’Uomo dei Lupi n.d.r.) si era sviluppata in direzione del sadismo e del masochismo. Tormentava e maltrattava piccoli animali, immaginava di percuotere cavalli e al tempo stesso di essere percosso in qualità di erede al trono. Nel sadismo egli serbò l’antica identificazione con il padre, mentre nel masochismo elevò il padre stesso a oggetto sessuale. Egli si trovava dunque in pieno in quella fase dell’organizzazione pregenitale in cui io ravviso la disposizione alla nevrosi ossessiva.

Dalla storia di una nevrosi infantile (storia clinica dell’uomo dei lupi), 1914, 6. La nevrosi ossessiva, Opere, Vol. 7


Per la coppia antitetica sadismo-masochismo il processo può essere descritto nel modo seguente:

a) Il sadismo consiste nell’esercizio della violenza e della forza contro un’altra persona assunta quale oggetto.
b) Questo oggetto viene abbandonato e sostituito dalla propria persona. Con il volgersi della pulsione sulla propria persona si compie pure la conversione della meta pulsionale attiva in meta pulsionale passiva.
c) Viene nuovamente cercata, quale oggetto, una persona estranea, la quale deve assumere, in seguito al cambiamento determinatosi nella meta, il ruolo di soggetto.
Il caso c) costituisce quel che comunemente viene designato come masochismo. Il soddisfacimento è anche in esso ottenuto lungo la via dell’originario sadismo giacché l’Io passivo si traspone fantasmaticamente nella posizione precedentemente assunta, che ora è stata ceduta al soggetto estraneo. È assai dubbio che possa esistere un soddisfacimento masochistico più diretto; né sembra verificarsi la comparsa di un masochismo originario non derivato dal sadismo nel modo che abbiamo indicato. Che l’ipotesi della fase b) non sia superflua risulta dal comportamento della pulsione sadica nella nevrosi ossessiva. Qui infatti troviamo il volgersi della pulsione sulla propria persona senza un atteggiamento di passività nei confronti di una persona nuova; la trasformazione procede solo fino alla fase b); la voglia di tormentare diventa autotormento, autopunizione, non masochismo. Il verbo attivo non si fa passivo, ma assume una forma media riflessiva.


La comprensione del sadismo viene resa anche più difficile dal fatto che questa pulsione, accanto alla sua meta generale, o meglio all’interno di essa, sembra tendere a uno scopo tutto particolare: non solo scoraggiare e sopraffare, ma, in aggiunta, arrecare dolore. Ebbene la psicoanalisi sembra indicare che l’infliggere dolore non ha niente a che fare con gli originari comportamenti finalizzati della pulsione. Il bambino sadico non prende in considerazione il fatto di arrecare dolore né si propone di farlo. Tuttavia, una volta compiuta la trasformazione in masochismo, il dolore si adatta perfettamente a fornire una meta passiva masochistica; abbiamo infatti motivo di ritenere che anche le sensazioni di dolore – come altre sensazioni spiacevoli – invadano il campo dell’eccitamento sessuale e producano uno stato di piacere in grazia del quale ci si acconcia anche all’esperienza spiacevole del dolore. Una volta che il subire dolori si sia trasformato in meta masochistica, può prodursi regressivamente anche la meta sadica del recare dolore: il quale, mentre viene suscitato in altre persone, procura un godimento masochistico nello stesso soggetto che si identifica con l’oggetto che soffre. Naturalmente ciò che in entrambi i casi procura il godimento non è il dolore in quanto tale, ma l’eccitamento sessuale concomitante: e ciò, nel caso del sadismo, in una forma particolarmente opportuna. Il godimento suscitato dal dolore sarebbe quindi una meta originariamente masochistica, che tuttavia può trasformarsi in meta pulsionale soltanto nell’individuo originariamente sadico.


Per amore di completezza, aggiungerò che la compassione non può esser descritta come un esito della trasformazione pulsionale occorrente nel sadismo, e richiede invece la concezione di una formazione reattiva nei confronti della pulsione.

Introduzione alla psicoanalisi ed altri scritti, Metapsicologia, 1915, Pulsioni e loro destini, Opere Vol. 8

venerdì 16 settembre 2016

FILM SUL BDSM

HISTOIRE D'O

E' stato il primo film sul genere Bdsm che ho guardato. Successivamente ho letto il libro. Ero rimasta intrigata e nello stesso tempo, stupita dalla trama. Una donna che accetta in silenzio una sottomissione all'uomo che ama. Con il trascorrere del tempo ho fatto le mie scelte non in linea con quello raccontato nel film. (Lara Bianchi-16/9/2016)

E' un film del 1975, censurato ai tempi e ora liberamente distribuito sul web. Schiava d’amore di René, la bella O s’acconcia docilmente a essere usata da altri uomini mascherati secondo il volere del suo amante e padrone, persino a farsi seviziare da un sadico nobile britannico che, però, s’innamora di lei, docilmente disposto alle sue ritorsioni.



A DANGEROUS METHOD

Questo film è stato per me una piacevole e interessante visione e non lo etichetterei come film Bdsm. Ambientato all'interno di un ospedale psichiatrico racconta la storia di una malata di mente entrando nei particolari del pensiero di Freud sull'isteria . Particolare l'impeto dell'amicizia di quest'ultimo con Jung, uno dei più noti e influenti seguaci di Freud. (Lara Bianchi-16/9/2016)

'Conoscere le nostre paure è il miglior metodo per occuparsi delle paure degli altri' Jung

http://bdsmcreuzadumale.blogspot.it/2013/06/a-dangerous-method-trailer-italiano-2011.html


https://it.wikipedia.org/wiki/A_Dangerous_Method

A Dangerous Method è un film biografico del 2011 diretto da David Cronenberg.

Il film, ambientato tra Zurigo e Vienna alla vigilia della prima guerra mondiale, si basa sui rapporti turbolenti tra lo psichiatra Carl Gustav Jung, il suo mentore Sigmund Freud, il loro collega Otto Gross[1] e Sabina Spielrein, una donna bella e tormentata, che si frappone tra loro, instaurando una relazione amorosa con il primo di questi.

La sceneggiatura è curata da Christopher Hampton, che ha basato per il grande schermo un suo lavoro teatrale del 2002, a sua volta basato sul libro di John Kerr Un metodo molto pericoloso del 1993.


Trama


Zurigo, 1904. Lo psichiatra ventinovenne Carl Gustav Jung è all'inizio della sua carriera, e vive con sua moglie Emma, incinta, presso l'ospedale Burghölzli. Ispirandosi al lavoro di Sigmund Freud, Jung decide di tentare sulla paziente diciottenne Sabina Spielrein il trattamento sperimentale di Freud noto come psicoanalisi o “terapia delle parole”.

Sabina è una ragazza russa di cultura elevata, che parla correntemente il tedesco: le è stata diagnosticata una grave forma di schizofrenia e ha fama di essere pericolosamente aggressiva. Nei colloqui con Jung rivela un'infanzia segnata da umiliazioni e maltrattamenti da parte del padre, un uomo autoritario e violento, e successivamente rivelerà di provare piacere sessuale nell'essere picchiata e umiliata. A poco a poco, iniziata la terapia, tra medico e paziente inizia ad accendersi un'attrazione reciproca.

In seguito alla corrispondenza sul caso Spielrein, Jung stabilisce un rapporto di amicizia con Freud, ma mentre va approfondendosi la relazione tra lui e Freud, che vede nel giovane collega il suo erede intellettuale, si ispessisce anche quella fra Jung e Sabina, che, nonostante la malattia, rivela una mente brillante. Il suo trattamento ha successo e Sabina intraprende la carriera di psichiatra su incoraggiamento di Jung.

Quest'ultimo intanto, violando l'etica professionale, inizia una relazione con Sabina, decidendo poi di troncarla, a malincuore, poco tempo dopo, spezzando il cuore della donna ed il proprio. La decisione che fa esplodere la rabbia di Sabina, che decide di diventare paziente di Freud, mantenendo comunque un legame sentimentale con Jung, che riprenderà, più forte di prima, poco tempo dopo, per poi concludersi definitivamente e dolorosamente. La contestata relazione è causa della rottura del rapporto di amicizia tra Freud e Jung, che entrano in conflitto professionale tra di loro.

Anni dopo, avviene un ultimo incontro tra Sabina e Jung, durante il quale si viene a sapere che Jung ha una nuova amante, anch'ella in passato sua paziente, ma che egli è ancora innamorato di Sabina, alla quale rivela di essere stata la donna più importante della sua vita e di essere dispiaciuto di non essere riuscito ad essere lui il padre del figlio che la Spielrein porta in grembo. Quest'ultima infatti, si è sposata ed è incinta, ma è rimasta innamorata di Jung, le cui cure ed il cui amore non potrà mai dimenticare.





1986 » Velluto Blu


In una quieta cittadina della California un giovane trova un orecchio umano in un prato e lo porta alla polizia. Insieme a Sandy, comincia a investigare e presto i due scoprono che devono cercare nella vita di Dorothy Vallens.

Un'opera preparatoria, interessante per le sue simbologie, che hanno concimato il terreno per la più feconda filmografia lynchiana successiva
Annalice Furfari * * * - -
Lumberton è una tranquilla cittadina americana di provincia, dove non succede mai niente di memorabile. Eppure, un giorno, il giovane studente Jeffrey Beaumont, di ritorno a casa dal campus universitario per far visita al padre malato, fa una macabra scoperta: in un campo vicino casa trova un orecchio umano. Portandolo alla polizia, Jeffrey conosce Sandy, la bella figlia del detective Williams. Spinti dalla curiosità e dal desiderio di fare nuove esperienze, spezzando la monotonia delle loro giornate, i due giovani cominciano a investigare sullo strano caso dell'orecchio mozzato. L'indagine in proprio porta Jeffrey a casa di Dorothy Vallens, seducente e misteriosa cantante di un night club.
È nella sequenza iniziale che il cineasta David Lynch ha racchiuso il senso del suo quarto film, il tanto discusso e ciò nonostante apprezzato Velluto blu. Blu come il cielo che apre il lungometraggio, sulle note rasserenanti della "Blue Velvet" di Bobby Vinton, leitmotiv dell'opera. Così come rassicurante è il passaggio in camera di un pompiere che saluta sorridente, mentre veglia sulla sicurezza degli abitanti di una cittadina dalle villette a schiera, rigorosamente bianche, perfettamente intonate al verde dei prati e al giallo dei fiori che le ornano. Ma la serenità - tanto accentuata da risultare quasi finta - di questa immagine da cartolina della lieta provincia americana viene subito turbata da un evento stonato: un uomo è colto da un malore.
Così, alla melodia idilliaca di "Blue Velvet" si contrappongono gli aspri e stridenti suoni del sottosuolo brulicante di insetti minacciosi. A mettere in comunicazione il mondo di sopra con quello di sotto, in un film giocato su simbologie uditive, è un orecchio. Il macabro oggetto che dà vita all'intreccio è la chiave che spalanca al giovane protagonista le porte dell'età adulta. Come in un rito di iniziazione, Jeffrey si lancia in un'avventura - dapprima un gioco, poi sempre più pericoloso - che lo condurrà alla consapevolezza della raggiunta maturità. Il prezzo da pagare è la perdita dell'innocenza, la presa di coscienza del male che sporca i colori di un mondo pastello, albergando in società ma soprattutto nel lato oscuro di ognuno di noi.
Dalle simbologie uditive - valorizzate da questo primo fortunato incontro con il compositore Angelo Badalamenti - il genio folle e visionario di Lynch passa alle simbologie visive, cromatiche, supportate dalla bella fotografia di Frederick Elmes, che ci regala il contrasto tra un mondo azzurro e un altro blu notte. Blu come il velluto della vestaglia di Dorothy e come le note tristi e seducenti che intona ogni sera. Blu come la malattia della violenza che la avvolge e la contagia ogni notte, mentre viene spiata, dalle ante di un armadio, dal giovane Jeffrey, che con lei perde l'innocenza e trova il desiderio. Diviso tra due donne agli antipodi (la bionda e angelica Laura Dern, la bruna e oscura seduttrice Isabella Rossellini), Jeffrey (il Kyle MacLachlan futuro agente Cooper di Twin Peaks) testa la propria mascolinità, scegliendo la strada da intraprendere, a costo di perdersi.
Non sono solo i bravi interpreti di questo film che ritroveremo in parte nella fortunata serie tv del 1990. L'intero Velluto blu appare come la prova generale de I segreti di Twin Peaks e del suo indagare tra le staccionate e le lenzuola della sonnolenta provincia americana, portandone allo scoperto, con metodo psicanalitico, il volto sordido e violento. Se nella serie tv il disvelamento, per quanto scioccante, sarà intriso di ironia e visionarietà grottesca e surreale, qui la pratica è soprattutto grottesca e volutamente disturbante. Ecco perché questo film è facile da odiare, se si ignorano le sue simbologie e ci si ferma a una superficie ributtante (per quanto visivamente e sonoramente affascinante, ancorché senza mai sfiorare le vette del più recente Mulholland Drive), in cui la tensione non è data dalla suspense dell'intreccio (svelato a metà del film), ma dalla violenza sadica di certe scene. Letta in prospettiva, Velluto blu appare, quindi, come un'opera preparatoria, interessante per le sue simbologie, che hanno concimato il terreno per la più feconda filmografia lynchiana successiva.

http://www.mymovies.it/film/1986/vellutoblu/




TOKYO DECADENCE
https://it.wikipedia.org/wiki/Tokyo_Decadence

tokyo Decadence (トパーズ Topazu?) è un film giapponese diretto da Ryu Murakami nel 1992, tratto dall'omonimo romanzo scritto da Murakami stesso. La regia del seguito, Topaz II, verrà affidata ad Hideaki Anno con il titolo Love & Pop.

Trama
Ai è una ragazza squillo per una agenzia di accompagnatrici di Tokyo. Tramite i suoi occhi, Murakami accompagna lo spettatore in un opprimente labirinto di perdizione cresciuto all'ombra della bubble economy. Uomini d'affari e impiegati frustrati si sfogano nel sesso a pagamento e nel sadomasochismo. La spropositata quanto ansiogena «ricchezza senza dignità» (come la definirà una collega di Ai) accumulata dal Paese, è pronta a rovesciarsi nella rovinosa recessione degli anni novanta.

Schiacciata dal meccanismo di cui è parte e dal disprezzo di sé, Ai cercherà per un'ultima volta di ritrovare l'amore in un celebre artista (Satoh), di cui è ancora innamorata. La protagonista chiederà consiglio ad una fattucchiera che le dirà di portare un anello; ma l'anello che le consiglierà di portare, un topazio rosa (che dà il nome al film nel titolo originale giapponese), non servirà a recuperare il tempo perduto e il suo posto nella società. Infatti all'arrivo a casa di Satoh, con un vestito che sarà simbolicamente macchiato nel tragitto, la troverà vuota.



il portiere di notte

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_portiere_di_notte

"Non illudiamoci che la memoria sia fatta di vaghe ombre. È fatta di occhi, che ti guardano dritto in faccia; e di dita, che ti accusano. »
Il portiere di notte è un film del 1973, diretto e sceneggiato dalla regista italiana Liliana Cavani, che ha come protagonisti Dirk Bogarde e Charlotte Rampling
Nel 1957, anni dopo la seconda guerra mondiale, s'incontrano per puro caso Lucia, un'ebrea sopravvissuta al campo di concentramento e il suo aguzzino Maximilian che, sotto falso nome, lavora come portiere di notte in un albergo di Vienna. Il loro reincontro li fa precipitare in una relazione sadomasochista, con la variante che l'ex-vittima è a conoscenza del passato del suo aguzzino e può fuggire oppure denunciarlo. Per occultarsi, Maximillian lavora ossessivamente per compiacere gli ospiti, specialmente la "contessa" - una confidente che richiede i suoi servigi come procacciatore di giovani che le fanno da partners sessuali.

I processi "prova", per far sparire prove e senso di colpa

Molti degli ospiti dell'albergo sono criminali di guerra, che tengono riunioni segrete nell'hotel per sviluppare strategie atte a far sparire qualsiasi prova che li colleghi ai loro crimini di guerra. Max prepara con questi ex-nazisti la sua posizione per un suo ipotetico imminente processo di guerra condotto dagli Alleati, sviluppando così un finto processo segreto al fine di capire come reagirebbe durante gli interrogatori, per sopprimere ogni residuo senso di colpa e, anche, per ricordarsi ogni possibile dettaglio eventualmente presente negli archivi, che in questo caso doveva essere distrutto, o ricordarsi i nomi di possibili testimoni da intimidire o "eliminare". In questo micro-ambiente dell'albergo, dove si alimenta la nostalgia per il Führer, casualmente arriva per un breve soggiorno una delle poche persone viventi che potrebbe testimoniare contro di loro - la giovane prigioniera del campo di Vienna che nel frattempo ha sposato un americano, direttore d'opera lirica. Durante la prigionia lei era stata violentata da Max, allora ufficiale delle SS, che però è subito ossessionato dalla loro passata relazione torturatoria di vittima e carnefice. I due subiscono reciprocamente un'attrazione incontrollabile che li porta a legare i loro destini nonostante il passato oscuro che entrambi condividono e per il palese, e forse in parte eccitante, pericolo rappresentato dai camerati di Max, Klaus e Hans, che non sembrano cambiati affatto nel loro atteggiamento da nazisti fanatici e assetati di sangue.


Il paesaggio della Vienna del 1957, dalle atmosfere livide e decadenti
Il film Il portiere di notte utilizza per caratterizzarsi anche il paesaggio decadente, dimesso e lievemente funebre di Vienna, come se fosse un personaggio, e la sua fotografia desaturata evoca memorie dell'Olocausto e di un'ombrosa Vienna degli anni cinquanta, piegata dal senso di colpa postumo alla seconda guerra mondiale. In effetti, questo è un film torbido, pieno di ombre e di vergogna, e Max e Lucia sono vittime di questo spaventoso mondo di transizione, non ancora redento, pieno di vecchi e loschi figuri ancora ansiosi di una demenziale rivalsa. Nessuno può essere considerato affidabile e l'amore proibito che i protagonisti si ostinano a vivere sembra condannato a non essere compreso da nessuna delle due parti, vincitori e vinti. Il film mostra non soltanto la continuità politica tra gli ex-nazisti e i politici loro successori nell'Europa "liberata", ma anche la continuità psicologica dei personaggi intrappolati nella ripetizione compulsiva del loro cruento passato. In questo senso, lo scavo nella memoria compiuto dagli ex-nazisti durante i loro incontri all'albergo sembra replicarsi nel loro presente, che per tutti i personaggi del film è il prolungamento grottesco di un tempo finito eppure bloccato in se stesso. Perciò non è chiaro se il finale libera almeno Max e Lucia dalla gabbia del passato.




La frusta e il corpo

La frusta e il corpo è un film del 1963, diretto da Mario Bava (con lo pseudonimo John M. Old).

Trama


La storia narra della morbosa relazione fra il sadico barone Kurt Menliff e sua cognata Nevenka, moglie di Cristiano Menliff, fratello di Kurt. Dopo la morte di Kurt, avvenuta per mano di un ignoto assassino, Nevenka continua a vedere lo spettro dell'uomo che la minaccia e la percuote. Kurt, anche dopo la sua morte, si rivela essere tanto malvagio quanto lo fu in vita. Da sempre, Kurt, aveva maltrattato Nevenka, mantenendo con lei un rapporto di odio-amore sadico. In un crescendo di tensione anche il vecchio padre di Kurt e Cristiano viene assassinato. Nevenka è convinta che Kurt non sia affatto morto e che sia proprio lui l'omicida del padre. In realtà l'assassina è proprio Nevenka: aveva ucciso Kurt per liberarsi definitivamente di quell'insano loro rapporto ma, poi, la sua mente aveva ceduto. Convinta di vedere lo spettro di Kurt (in realtà inesistente) aveva ubbidito agli ordini dello spettro, uccidendo anche il padre dell'uomo. In realtà gli ordini provenivano solo dalla sua fragile mente. Nel finale, Nevenka, nel tentativo di colpire Kurt, che continua ad apparirle nella sua irrealtà, finirà col colpirsi a morte con un pugnale. La donna spirerà fra le braccia di suo marito, il barone Cristiano.



SECRETARY

Secretary è un film del 2002 diretto da Steven Shainberg con Maggie Gyllenhaal e James Spader. È una commedia con elementi di humour nero, basata su un racconto breve tratto dalla raccolta di racconti Bad Behavior di Mary Gaitskill.

Trama
Lee Holloway è appena ritornata a casa da una clinica psichiatrica dopo essere stata ricoverata per autolesionismo. Determinata a volersi guadagnare un posto nella società, impara a battere a macchina e viene assunta come segretaria nello studio dell'avvocato E. Edward Grey. Una particolare sensibilità lega i due, prima professionalmente, poi personalmente.

Nel film vengono affrontati temi come la dominazione, la sottomissione e il BDSM. A questa aspirazione naturale di Lee ad (auto)infliggersi dolore si sostituirà la scoperta di un nuovo mondo. Lee diventerà il ritratto della consapevolezza sessuale, formando, infine, una felice relazione con Mr. Grey.



http://www.filmaboutit.com/it/shop/topic/bdsm-320/?page=2


Cinquanta sfumature di grigio sono anche quelle che separano i giudizi sull'atteso film erotico: c'è chi lo ha apprezzato e chi lo ha trovato troppo "soft", con vari gradi intermedi di apprezzamento. Chi vuole esplorare la materia può consultare questa lista di film su sadomaso, bondage e dominazione, con alcune opere indimenticabili come il nipponico Tokio Decadence e l'arguto Secretary. Rimarchevole è anche il contributo dei grandi autori sull'argomento: Bunuel, Polanski, Fassbinder, Oshima, Cronenberg sono solo alcuni dei registi che hanno voluto raccontare il lato violento e prevaricatorio della sessualità.

2015
Das Zimmermädchen Lynn
Das Zimmermädchen Lynn

-
BDSM
Traduzione non disponibile
2015

Cinquanta sfumature di grigio
Fifty Shades of Grey

5,5
BDSM
Traduzione disponibile

2015
The Duke of Burgundy
The Duke of Burgundy

6,0
BDSM
Traduzione disponibile
2014
De Overgave
De Overgave

-
BDSM
Traduzione non disponibile

2013
Nymphomaniac - Volume 2
Nymphomaniac: Vol. II

7,0
BDSM
Traduzione disponibile

2013
Kelly + Victor
Kelly + Victor

5,5
BDSM
Traduzione non disponibile

2013
Kink - Sesso Estremo
Kink

6,5
BDSM
Traduzione disponibile

2012
La vera storia di Bettie Page
Bettie Page Reveals All

7,0
BDSM
Traduzione disponibile

2011
A Dangerous Method
A Dangerous Method

6,0

BDSM
Traduzione disponibile
2011
Little Deaths
Little Deaths

4,3
BDSM
Traduzione disponibile

2010
Vlees
Vlees

5,0
BDSM
Traduzione non disponibile

2010
L.A. Zombie
L.A. Zombie

4,0
BDSM
Traduzione non disponibile

2010
Bibliothèque Pascal
Bibliothèque Pascal

7,0
BDSM
Traduzione non disponibile

2010
Qualcuno bussa alla porta
Someone's Knocking at the Door

4,0
BDSM
Traduzione disponibile

2010
The Killer Inside Me
The Killer Inside Me

6,0
BDSM
Traduzione disponibile

2009
Les nuits rouges du bourreau de jade
Les nuits rouges du bourreau de jade

5,5
BDSM
Traduzione non disponibile

2009
Kynodontas
Κυνόδοντας

7,0
BDSM
Traduzione disponibile

2009
Antichrist
Antichrist

6,0
BDSM
Traduzione disponibile

2008
Loft
Loft

7,3
BDSM
Traduzione non disponibile

2008
Sacro e profano
Filth and Wisdom

5,5
BDSM
Traduzione disponibile

2008
Donkey Punch
Donkey Punch

4,5
BDSM
Traduzione non disponibile

2008
Downloading Nancy
Downloading Nancy

6,0
BDSM
Traduzione non disponibile

2007
Walk All Over Me
Walk All Over Me

6,0
BDSM
Traduzione disponibile

2005
La scandalosa vita di Bettie Page
The Notorious Bettie Page

6,7
BDSM
Traduzione disponibile

2005
乱歩地獄
乱歩地獄

7,0
BDSM
Traduzione non disponibile

2004
Out for blood - La paura dilaga
Vampires Out For Blood

4,0
BDSM
Traduzione disponibile

2004
Mango Kiss
Mango Kiss

5,0
BDSM
Traduzione non disponibile

2004
Bettie Page: Dark Angel
Bettie Page: Dark Angel

3,5
BDSM
Traduzione non disponibile

2003
August Underground's Mordum
August Underground's Mordum

3,0
BDSM
Traduzione disponibile

2002
Killing me softly - Uccidimi dolcemente
Killing Me Softly

6,0
BDSM
Traduzione disponibile

2002
Secretary
Secretary

7,0
BDSM
Traduzione disponibile

2001
La pianista
La Pianiste

6,5
BDSM
Traduzione disponibile

2000
La Captive
La Captive

6,0
BDSM
Traduzione disponibile

2000
Quills - La penna dello scandalo
Quills

7,5
BDSM
Traduzione disponibile

2000
Sade
Sade

6,5
BDSM
Traduzione disponibile

2000
The Cell
The Cell

6,0
BDSM
Traduzione disponibile

2000
Sadistic and Masochistic
Sadistic and Masochistic

6,0
BDSM
Traduzione non disponibile

1999
Gekkô no sasayaki
Sasayaki

7,0
BDSM
Traduzione disponibile

1999
Bugie
Gojitmal

-
BDSM
Traduzione disponibile

1999
Romance
Romance

5,0
BDSM
Traduzione disponibile

1999
8MM - Delitto a luci rosse
8MM

6,0
BDSM
Traduzione disponibile

1998
The Bondage Master
The Bondage Master

5,5
BDSM
Traduzione non disponibile

1998
L'ultimo capodanno
L'ultimo capodanno

7,0
BDSM
Traduzione disponibile

1997
Preaching to the Perverted
Preaching to the Perverted

6,0
BDSM
Traduzione non disponibile

1996
Crash
Crash
6,5
BDSM
Traduzione disponibile

1996
Fetishes
Fetishes

6,0
BDSM
Traduzione non disponibile

1994
Exit to Eden
Exit to Eden

4,0
BDSM
Traduzione disponibile

1993
Mit moon cham on: Yit saat
Mit moon cham on: Yit saat

6,0
BDSM
Traduzione non disponibile

1992
Luna di fiele
Bitter Moon

7,0
BDSM
Traduzione disponibile

1992
Tokio decadence
Topâzu

traduzione disponibile


1990
L'età di Lulù
Las edades de Lulú

6,0
BDSM
Traduzione disponibile

1990
Singapore sling: O anthropos pou agapise ena ptoma
Singapore sling

6,5
BDSM
Traduzione disponibile

1989
Légami!
¡Átame!

7,0
BDSM
Traduzione disponibile

1987
Open House
Open House

4,0
BDSM
Traduzione non disponibile

1987
Personal Services
Personal Services

6,5
BDSM
Traduzione non disponibile

1986
La piccola bottega degli orrori
Little Shop of Horrors

6,0
BDSM
Traduzione disponibile

1986
Velluto blu
Blue Velvet

7,0
BDSM
Traduzione disponibile

1986
From beyond - Terrore dall'ignoto
From Beyond

6,0
BDSM
Traduzione disponibile

1985
Verführung: Die grausame Frau
Verführung: Die grausame Frau

5,0
BDSM
Traduzione non disponibile

1984
China Blue
Crimes of Passion

6,5
BDSM
Traduzione disponibile

1984
Gwendoline
Gwendoline

5,0
BDSM
Traduzione disponibile

1983
La donna in fiamme
Die flambierte Frau

6,0
BDSM
Traduzione disponibile

1983
Videodrome
Videodrome

7,3
BDSM
Traduzione disponibile

1982
Eating Raoul
Eating Raoul

7,0
BDSM
Traduzione non disponibile

1977
La bella e la bestia
La bella e la bestia

6,0
BDSM
Traduzione disponibile

1977
Amori vizi e depravazioni di Justine
Cruel Passion

4,5
BDSM
Traduzione disponibile

1976
Blood Sucking Freaks
Blood Sucking Freaks

4,5
BDSM
Traduzione non disponibile

1976
Ecco l'impero dei sensi
愛のコリーダ

6,3
BDSM
Traduzione disponibile

1975
The Rocky Horror Picture Show
The Rocky Horror Picture Show

7,0
BDSM
Traduzione disponibile

1975
Il patto con il diavolo
Lifespan

6,5
BDSM
Traduzione disponibile

1975
Histoire d'O
The Story of O

5,3
BDSM
Traduzione disponibile

1975
Maîtresse
Maîtresse

6,5
BDSM
Traduzione non disponibile

1974
Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto
Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto

6,5
BDSM
Traduzione disponibile

1974
Il portiere di notte
Il portiere di notte

6,5
BDSM
Traduzione disponibile

1972
Le lacrime amare di Petra Von Kant
Die bitteren Tränen der Petra von Kant

7,5
BDSM
Traduzione disponibile

1972
La cagna
Liza

6,5
BDSM
Traduzione disponibile

1971
Improvvisamente, un uomo nella notte
The Nightcomers

6,0
BDSM
Traduzione disponibile

1970
Sadismo
Performance

7,0
BDSM
Traduzione disponibile

1970
O Ritual dos Sádicos
O Ritual dos Sádicos

6,0
BDSM
Traduzione non disponibile

1969
De Sade
De Sade

4,0
BDSM
Traduzione non disponibile

1969
Justine ovvero le disavventure della virtù
Marquis de Sade: Justine

5,5
BDSM
Traduzione disponibile

1968
The Curse of Her Flesh
The Curse of Her Flesh

5,7
BDSM
Traduzione non disponibile

1968
La prigioniera
La prisonnière

7,0
BDSM
Traduzione disponibile

1968
Delirium
Necronomicon - Geträumte Sünden

5,5
BDSM
Traduzione disponibile

1967
Bella di giorno
Belle de jour

7,0
BDSM
Traduzione disponibile

1967
The Image
The Image

-
BDSM
Traduzione non disponibile

1966
Embrione
Taiji Ga Mitsuryô Suru Toki

7,0
BDSM
Traduzione disponibile

1963
La frusta e il corpo
La frusta e il corpo

7,0
BDSM
Traduzione disponibile

giovedì 1 settembre 2016

Bondage E Kinbaku/Shibari - KitanChat

http://community.gabbia.com/m/groups/view/KitanChat

In questo gruppo si tratta di corde e bondage, soprattutto ma non solo. Ogni argomento relativo alla costrizione e qualche cosa relativa alla verberazione (se connessa con la costrizione) è benvenuto, ogni foto [no internet please!!] che abbia attinenza con l'argomento è ben accolta.

Così come sono ben accolti/e i/le newbies, neofiti nella lingua dell'Alighieri Dante, che vogliono domandare e chiedere, che hanno più dubbi che certezze. Nessuno nasce imparato, si diceva, e nessuno impara una lingua solo leggendo i bugiardini delle medicine.

Qualche informazione in più sul nome: kitan, in giapponese, significa "cosa strana" e la rivista giapponese Kitan Club ha raccolto, dal 1946 fino al 1977, cose molto, molto, molto "strane". Dai primi passi del sadomaso e del bondage giapponese (che lì si chiama kinbaku - legare stretto - o shibari - legare e basta) alle più sofisticate tecniche di immobilizzazione con corde sul Kitan Club s'è praticamente visto di tutto.

Per dirne una, ad esempio, il Kitan Club ha pubblicato a puntate (per la prima volta) il cult femdom di tutti i tempi, Yapoo.


Ma non solo: quasi tutti i kimbakushi (legatori) giapponesi di seconda generazione hanno iniziato guardando le fotografie del Kitan Club e da qui sono partiti inventando un'arte così complessa e sfaccettata che a stento si crede abbia solo poco più di 70 anni.

A proposito di Club, dal 1980 al 2000 circa in Italia circolava una rivista il cui nome era proprio Club. Direttore editoriale Fulvio Brumatti.

Come la Kitan Club la rivista Club era un contenitore di "cose strane", dal sadomaso più spicciolo dei "mappamondi in fiamme" alla "giuliva siringa", dalla posta di Nives alla rubrica dedicata al mondo gay leather, dai racconti di dominazione femminile agli editoriali di Fulvio.



Il primo "magazine" come si direbbe oggi dedicato al sadomaso in tutte le sue sfaccettature, ante-BDSM e ante-SSC che però anticipava in Italia quella nuova coscienza dell'essere "strani" con una punta d'orgoglio, dell'essere "non covenzionali" senza sentirsi fuori posto o pronti per il lettino freudiano.

Non pretendiamo di eguagliare l'epopea del Kitan Club e di Club ma con la stessa filosofia "all inclusive" vogliamo aprire un club che ospiti soprattutto bondage ma non solo, soprattutto rope bondage ma non solo, soprattutto quel misto tra occidentale ed orientale che prende il nome di "fusion" di cui Midori e Randa May sono maestri ... ma non solo.

Come la Kitan Club e Club ci saranno foto e video, topic di forum proposti dalla "redazione", iniziative e incontri di corde dal vivo e virtuali organizzati dal gruppo che più si sta spendendo per fare informazione e per muovere le acque ma, a differenza delle riviste, saranno i "fan" a rendere speciale e veramente "strano" il gruppo, con i loro scritti, le loro foto, i loro video.

Kitan Club



https://www.facebook.com/events/269491640103579/

Martedì 13 settembre dalle ore 20:00 alle ore 1:00
Dal 13 settembre alle 20:00 al 14 settembre alle 1:00
pin
Nautilus Club - Milano, via Mondovì, 7

Bondage Party cCK - No ropes no Party.

- Il Nautilus Club di Milano e il cKC (club Kitan Club) vi invitano al prossimo Bondage Party, il 13/09/2016 (martedì) dalle ore 20.00 alle ore 01.00 presso la sede dell'Associazione Mondovì, via Mondovì 7 - Milano.

Di che si parla in sostanza? Il Bondage Party NON è un play party SM/BDSM quindi NON è obbligatorio seguire un dress code particolare, inoltre non è solo un peer rope/rope jam (ma è anche un peer rope/rope jam) quindi se si vuole partecipare con vestiti in tema, acconciature in tema o comunque outfit attinenti la propria specialità bondaggiosa (dal giappo spinto dei periodi Sengoku - Tokugawa dei cultori del kinbaku alla segretaria legata e solleticata dei fan del western bondage e del tikling) tutto è ammesso e concesso, anzi, una dress room è - come sempre - a disposizione per le preparazioni più esigenti.

Grazie ai diversi ambienti disponibili presso il Nautilus è possibile vivere il Bondage Party come un comune peer rope/rope jam con scambi di esperienze e notizie e informazioni e un punto di sospensione per mostrare o studiare insieme gli aspetti più tecnici dello stato dell'arte. Ma non solo: un altro punto di sospensione un pochino più appartato può essere usato per fare qualcosa in più nel gioco, senza interferire con i sapienti delle tensioni sulle linee di sospensione e divertirsi lo stesso appendendo e gingolando del più e del meno. Ma non solo: un terzo punto di sospensione nel dungeon, costituito da una solida e collaudata trave a vista, può essere usato per legare e giocare con più discrezione e più liberamente, magari in modo un po' più spinto.

Mi stavo quasi dimenticando le "americane", quei pali a traliccio che servono per fare sospensioni verticali e semenawa. Ce ne sono due, piuttosto interessanti :-) ...

Manca qualcosa? Ah, sì, ci saranno anche un angolo per i neofiti che vogliono provare per la prima volta a legare ed essere legati e un angolo foto per i più affezionati collezionisti di bei ricordi.
In questo spazio (angolo foto) e con Paolo Hack (Tecnosciamano) chi vorrà potrà "esplorare" il mondo della fotografia sui temi bondage e s/m in generale durante un miniworkshop di mezz'ora circa tenuto dallo stesso Paolo, fotografo accreditato dell'Ultimo Lunedì del Mese e del Bondage Party, appassionato di corde e di estetica fotografica.

Oltre a tutto questo vi offriamo anche lo spazio disponibile tra divanetti e pista per legature a terra, hogtie, prove e controprove.

Cosa ci sarà ancora? Ma è ovvio! Ci sarà una cena a buffet compresa nel contributo d'ingresso e prima consumazione, non vogliamo cali di zuccheri durante il Bondage Party!!

Come si partecipa?

Dunque la cosa del no-dress-code è chiara, ora le altre cosette, tipo contributi di tesseramento e partecipazione.

Chi ha già tessera del Nautilus in corso di validità paga soltanto 15 euro di contributo di partecipazione e prima consumazione. Per il resto vige la regola di euro 5 ad ogni consumazione oltre la prima. Per ragazzi e ragazze al di sotto dei 26 anni compiuti (quindi fino a 25 anni, 11 mesi, 29 giorni, 23 ore, 59 minuti etc etc) il contributo di partecipazione e prima consumazione scende ad euro 10, giusto per dare una mano (almeno simbolica) a chi ancora studia o ancora deve sgomitare per farsi posto nel mondo del lavoro. Le successive consumazioni, anche per gli under 26, saranno ad euro 5 cadauna.

Chi non ha tessera Nautilus può richiederla on line e, solo in occasione del Bondage Party organizzato e gestito dal cKC, potrà ottenerla, all'atto dell'iscrizione effettiva in reception, versando un contributo di tesseramento di soli 15 euro. La tessera è valida solo all'interno del Nautilus e per 365 giorni e può essere usata per partecipare a tutte le altre serate del Club, compresi (ovviamente) i workshop del cKC e l'Ultimo Lunedì del Mese, il play party SM/BDSM che si tiene, appunto, ogni ultimo lunedì del mese e le prossime future edizioni del Bondage Party di Milano.

Altro da dire?
Sì, linee guida di comportamento: sebbene il Nautilus Club durante le altre serate sia aperto a quasi tutti i tipi di sessualità alternativa, durante il Bondage Party è considerato rispettoso nei confronti di tutti comportarsi in modo consono a seconda delle aree destinate alle diverse attività. Quindi girare nudini o nudine in area peer rope/rope jam non è carino ma anche fare facce lunghe e musi storti se si capita in area "giochiamo nel dungeon" e si occhieggia qualche pezzetto di pelle scoperta o intere nudità (maschili o femminili) non è molto carino. Abbiamo spazio per tutti e per far convivere tutti in armonia e incontrare tutti in "area franca", tra il bar e i divanetti in area bar.

Fotografie: NO!! No, no e poi no!! I cellulari restano nelle cassette di sicurezza, pena l'espulsione immediata senza restituzione del denaro e con multa (morale) salata per non aver rispettato il divieto. Ma proveremo a fornirvi fotografo ufficiale per immortalare le vostre composizioni. In ogni caso c'è sempre il coordinatore protempore del cKC, cercate lui, lui sa come fare a farvi felici senza disturbare gli altri partecipanti, dove farvi scattare le vostre foto in modo da rispettare la privacy di tutti.

Per maggiore chiarezza: le foto scattate dal fotografo ufficiale SONO VOSTRE, vi verranno inviate per e-mail e NON SARANNO utilizzate per pubblicizzare le prossime edizioni dell'evento. Solo se VOI LO PERMETTETE saranno inserite nella galleria fotografica del sito del cKC con i credit usuali (modella, legatore, fotografo, location, evento e data) ma solo dopo CONSENSO scritto da parte di tutti.

Privacy e privacy e ancora privacy: maniaci delle privacy "quelli del cKC".

Contributo di partecipazione (ripetita juvant) 15 euro cadauno contributo tesseramento (una tantum) di euro 15 se non già in possesso di tessera Nautilus; per gli under 26 il contributo di partecipazione è di euro 10.

E' tutto chiaro? Se non è chiaro chiedete, magari al coordinatore protempore del cKC, tale Blue Deep, rintracciabile all'indirizzo e-mail mabael@yahoo.it

Il resto è solo divertimento.

A presto!

Yabael Mornon




La filosofia nel boudoir-Bdsm creuza du male