giovedì 1 settembre 2016

Bondage E Kinbaku/Shibari - KitanChat

http://community.gabbia.com/m/groups/view/KitanChat

In questo gruppo si tratta di corde e bondage, soprattutto ma non solo. Ogni argomento relativo alla costrizione e qualche cosa relativa alla verberazione (se connessa con la costrizione) è benvenuto, ogni foto [no internet please!!] che abbia attinenza con l'argomento è ben accolta.

Così come sono ben accolti/e i/le newbies, neofiti nella lingua dell'Alighieri Dante, che vogliono domandare e chiedere, che hanno più dubbi che certezze. Nessuno nasce imparato, si diceva, e nessuno impara una lingua solo leggendo i bugiardini delle medicine.

Qualche informazione in più sul nome: kitan, in giapponese, significa "cosa strana" e la rivista giapponese Kitan Club ha raccolto, dal 1946 fino al 1977, cose molto, molto, molto "strane". Dai primi passi del sadomaso e del bondage giapponese (che lì si chiama kinbaku - legare stretto - o shibari - legare e basta) alle più sofisticate tecniche di immobilizzazione con corde sul Kitan Club s'è praticamente visto di tutto.

Per dirne una, ad esempio, il Kitan Club ha pubblicato a puntate (per la prima volta) il cult femdom di tutti i tempi, Yapoo.


Ma non solo: quasi tutti i kimbakushi (legatori) giapponesi di seconda generazione hanno iniziato guardando le fotografie del Kitan Club e da qui sono partiti inventando un'arte così complessa e sfaccettata che a stento si crede abbia solo poco più di 70 anni.

A proposito di Club, dal 1980 al 2000 circa in Italia circolava una rivista il cui nome era proprio Club. Direttore editoriale Fulvio Brumatti.

Come la Kitan Club la rivista Club era un contenitore di "cose strane", dal sadomaso più spicciolo dei "mappamondi in fiamme" alla "giuliva siringa", dalla posta di Nives alla rubrica dedicata al mondo gay leather, dai racconti di dominazione femminile agli editoriali di Fulvio.



Il primo "magazine" come si direbbe oggi dedicato al sadomaso in tutte le sue sfaccettature, ante-BDSM e ante-SSC che però anticipava in Italia quella nuova coscienza dell'essere "strani" con una punta d'orgoglio, dell'essere "non covenzionali" senza sentirsi fuori posto o pronti per il lettino freudiano.

Non pretendiamo di eguagliare l'epopea del Kitan Club e di Club ma con la stessa filosofia "all inclusive" vogliamo aprire un club che ospiti soprattutto bondage ma non solo, soprattutto rope bondage ma non solo, soprattutto quel misto tra occidentale ed orientale che prende il nome di "fusion" di cui Midori e Randa May sono maestri ... ma non solo.

Come la Kitan Club e Club ci saranno foto e video, topic di forum proposti dalla "redazione", iniziative e incontri di corde dal vivo e virtuali organizzati dal gruppo che più si sta spendendo per fare informazione e per muovere le acque ma, a differenza delle riviste, saranno i "fan" a rendere speciale e veramente "strano" il gruppo, con i loro scritti, le loro foto, i loro video.

Kitan Club



https://www.facebook.com/events/269491640103579/

Martedì 13 settembre dalle ore 20:00 alle ore 1:00
Dal 13 settembre alle 20:00 al 14 settembre alle 1:00
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Nautilus Club - Milano, via Mondovì, 7

Bondage Party cCK - No ropes no Party.

- Il Nautilus Club di Milano e il cKC (club Kitan Club) vi invitano al prossimo Bondage Party, il 13/09/2016 (martedì) dalle ore 20.00 alle ore 01.00 presso la sede dell'Associazione Mondovì, via Mondovì 7 - Milano.

Di che si parla in sostanza? Il Bondage Party NON è un play party SM/BDSM quindi NON è obbligatorio seguire un dress code particolare, inoltre non è solo un peer rope/rope jam (ma è anche un peer rope/rope jam) quindi se si vuole partecipare con vestiti in tema, acconciature in tema o comunque outfit attinenti la propria specialità bondaggiosa (dal giappo spinto dei periodi Sengoku - Tokugawa dei cultori del kinbaku alla segretaria legata e solleticata dei fan del western bondage e del tikling) tutto è ammesso e concesso, anzi, una dress room è - come sempre - a disposizione per le preparazioni più esigenti.

Grazie ai diversi ambienti disponibili presso il Nautilus è possibile vivere il Bondage Party come un comune peer rope/rope jam con scambi di esperienze e notizie e informazioni e un punto di sospensione per mostrare o studiare insieme gli aspetti più tecnici dello stato dell'arte. Ma non solo: un altro punto di sospensione un pochino più appartato può essere usato per fare qualcosa in più nel gioco, senza interferire con i sapienti delle tensioni sulle linee di sospensione e divertirsi lo stesso appendendo e gingolando del più e del meno. Ma non solo: un terzo punto di sospensione nel dungeon, costituito da una solida e collaudata trave a vista, può essere usato per legare e giocare con più discrezione e più liberamente, magari in modo un po' più spinto.

Mi stavo quasi dimenticando le "americane", quei pali a traliccio che servono per fare sospensioni verticali e semenawa. Ce ne sono due, piuttosto interessanti :-) ...

Manca qualcosa? Ah, sì, ci saranno anche un angolo per i neofiti che vogliono provare per la prima volta a legare ed essere legati e un angolo foto per i più affezionati collezionisti di bei ricordi.
In questo spazio (angolo foto) e con Paolo Hack (Tecnosciamano) chi vorrà potrà "esplorare" il mondo della fotografia sui temi bondage e s/m in generale durante un miniworkshop di mezz'ora circa tenuto dallo stesso Paolo, fotografo accreditato dell'Ultimo Lunedì del Mese e del Bondage Party, appassionato di corde e di estetica fotografica.

Oltre a tutto questo vi offriamo anche lo spazio disponibile tra divanetti e pista per legature a terra, hogtie, prove e controprove.

Cosa ci sarà ancora? Ma è ovvio! Ci sarà una cena a buffet compresa nel contributo d'ingresso e prima consumazione, non vogliamo cali di zuccheri durante il Bondage Party!!

Come si partecipa?

Dunque la cosa del no-dress-code è chiara, ora le altre cosette, tipo contributi di tesseramento e partecipazione.

Chi ha già tessera del Nautilus in corso di validità paga soltanto 15 euro di contributo di partecipazione e prima consumazione. Per il resto vige la regola di euro 5 ad ogni consumazione oltre la prima. Per ragazzi e ragazze al di sotto dei 26 anni compiuti (quindi fino a 25 anni, 11 mesi, 29 giorni, 23 ore, 59 minuti etc etc) il contributo di partecipazione e prima consumazione scende ad euro 10, giusto per dare una mano (almeno simbolica) a chi ancora studia o ancora deve sgomitare per farsi posto nel mondo del lavoro. Le successive consumazioni, anche per gli under 26, saranno ad euro 5 cadauna.

Chi non ha tessera Nautilus può richiederla on line e, solo in occasione del Bondage Party organizzato e gestito dal cKC, potrà ottenerla, all'atto dell'iscrizione effettiva in reception, versando un contributo di tesseramento di soli 15 euro. La tessera è valida solo all'interno del Nautilus e per 365 giorni e può essere usata per partecipare a tutte le altre serate del Club, compresi (ovviamente) i workshop del cKC e l'Ultimo Lunedì del Mese, il play party SM/BDSM che si tiene, appunto, ogni ultimo lunedì del mese e le prossime future edizioni del Bondage Party di Milano.

Altro da dire?
Sì, linee guida di comportamento: sebbene il Nautilus Club durante le altre serate sia aperto a quasi tutti i tipi di sessualità alternativa, durante il Bondage Party è considerato rispettoso nei confronti di tutti comportarsi in modo consono a seconda delle aree destinate alle diverse attività. Quindi girare nudini o nudine in area peer rope/rope jam non è carino ma anche fare facce lunghe e musi storti se si capita in area "giochiamo nel dungeon" e si occhieggia qualche pezzetto di pelle scoperta o intere nudità (maschili o femminili) non è molto carino. Abbiamo spazio per tutti e per far convivere tutti in armonia e incontrare tutti in "area franca", tra il bar e i divanetti in area bar.

Fotografie: NO!! No, no e poi no!! I cellulari restano nelle cassette di sicurezza, pena l'espulsione immediata senza restituzione del denaro e con multa (morale) salata per non aver rispettato il divieto. Ma proveremo a fornirvi fotografo ufficiale per immortalare le vostre composizioni. In ogni caso c'è sempre il coordinatore protempore del cKC, cercate lui, lui sa come fare a farvi felici senza disturbare gli altri partecipanti, dove farvi scattare le vostre foto in modo da rispettare la privacy di tutti.

Per maggiore chiarezza: le foto scattate dal fotografo ufficiale SONO VOSTRE, vi verranno inviate per e-mail e NON SARANNO utilizzate per pubblicizzare le prossime edizioni dell'evento. Solo se VOI LO PERMETTETE saranno inserite nella galleria fotografica del sito del cKC con i credit usuali (modella, legatore, fotografo, location, evento e data) ma solo dopo CONSENSO scritto da parte di tutti.

Privacy e privacy e ancora privacy: maniaci delle privacy "quelli del cKC".

Contributo di partecipazione (ripetita juvant) 15 euro cadauno contributo tesseramento (una tantum) di euro 15 se non già in possesso di tessera Nautilus; per gli under 26 il contributo di partecipazione è di euro 10.

E' tutto chiaro? Se non è chiaro chiedete, magari al coordinatore protempore del cKC, tale Blue Deep, rintracciabile all'indirizzo e-mail mabael@yahoo.it

Il resto è solo divertimento.

A presto!

Yabael Mornon




lunedì 29 agosto 2016

Terapia sadomaso: una dominatrice francese

http://dweb.repubblica.it/dettaglio/Terapia-sadomaso/5261


L'idea di incontrare una delle più famose e raffinate dominatrix di Francia è sufficiente a scatenare la mia più bassa curiosità voyeuristica. Davanti al portone del suo palazzo al Bois de Boulogne mi chiedo cosa troverò nella sua casa: sale buie e minacciose? Fruste e catene abbandonate con nonchalance all'ingresso? Uno schiavo nudo che senza mai alzare lo sguardo ci servirà il tè? E il marito? Come in uno dei loro svariati giochi sarà nascosto da qualche parte a spiare la nostra conversazione? E non un marito qualsiasi, ma Alain Robbe-Grillet, il famoso romanziere capofila del Nouveau Roman. Salgo all'ultimo piano con l'ascensore e quando entro nell'appartamento di Catherine Robbe-Grillet sono costretta a ricredermi. Non senza una certa delusione. Sono in un vasto spazio luminoso arredato nei più puri codici bourgeois: solidi mobili di legno di fattura pregiata, qualche tableaux de maîtres e litografie ai muri, e un'incredibile quantità di libri. Madame Robbe-Grillet, classe 1930, ha il portamento elegante e la figura esile: indossa pantaloni bianchi dal taglio classico e un'elegante camicia di seta nera stretta in vita da una cintura. I capelli sono raccolti in uno chignon e il volto è leggermente truccato. Devo fare uno sforzo per scacciare l'immagine - descritta in un suo libro - di lei con tunica di tulle, lunghi guanti rosa e un boa bianco intenta a marchiare a fuoco le proprie iniziali sull'inguine del suo più fervente schiavo. E mi rendo conto del profondo décalage che separa quelli che hanno solo sentito parlare di sado-maso e quelli che lo praticano. E lo sdoppiamento di lei: da elegante e compita senior a bella di giorno. Ed è proprio questo il tema del breve diario, Le petit carnet perdu (Fayard) scritto sotto lo pseudonimo di Jeanne de Berg appena uscito in Francia: raccontare alcune pratiche per spiegare il sado-maso. Che per Catherine non è semplice svago ma una missione. Come prendere i voti.

Madame, è vero che la sua vocazione per il sado-maso risale alla giovinezza?
"Durante l'adolescenza ho studiato in un collegio di suore. Ero affascinata dalla liturgia della messa e dai martiri. È stata come una folgorazione: volevo diventare martire".

Viste le sue attività non rischia di essere canonizzata.
"Diciamo che il sado-maso è un'esperienza mistica senza un dio. Non vorrei esagerare parlando di religione, ma è sicuramente una pratica di sacralizzazione delle azioni e di profonda emozione".

Oggi però sembra che l'S&M (come lo chiamano gli inglesi) sia diventato una forma di intrattenimento.
"Già, il sabato sera si va in un locale e tra un aperitivo e l'altro si amministrano due scudisciate di qua, si ammanetta qualcuno di là... È tutto molto superficiale".

E incomprensibile per chi non pratica: dolore e umiliazioni!
"Tutte le fantasie erotiche sono accettabili. Il problema è che sono state fissate delle norme e ciò che sta al di fuori è etichettato come anormale.


Esempio: ingoiare vermi (per me disgustoso) non è patologico. Al massimo è una pratica poco diffusa. E non fa male a nessuno! Forse al verme...".


Non ci sono pratiche che sconfinano nel patologico?
"Bisogna distinguere tra chi ha davvero bisogno dell'aiuto di uno specialista e chi vive benissimo la condizione di schiavo o di dominatore. Conosco un ricercatore di Harvard con una posizione sociale invidiabile che ha bisogno della sua dose di frustate. Ma credo che debba consultare uno psichiatra. Dobbiamo distinguere tra le persone squilibrate e gli altri, che considerano il sado-maso una passione come un'altra".

Ma lei dice che il sado-maso ha proprietà terapeutiche...
"Ne sono convinta. Così come si va da uno specialista la gente dovrebbe avere il diritto a delle sedute di sadoterapia rimborsate dalla mutua... Non sono la sola a pensarlo: Gilles Deleuze scriveva che una visita da una dominatrix ha le stesse proprietà terapeutiche di una seduta dallo psicanalista. Aiuta insomma a sentirsi meglio, a diminuire il peso dell'angoscia a controllare certe pulsioni".

Come è diventata dominatrix?
"Ero la schiava di un uomo che mi ha ordinato di ribaltare i ruoli (non dimentichi che il marchese de Sade andava regolarmente dalle prostitute per farsi scudisciare) e ho scoperto che mi piaceva. E poco per volta sono diventata autonoma".

Perché ci sono così poche dominatrix rispetto agli uomini?
"Perché continua a sussistere una grande differenza tra uomini e donne in materia di sesso e sentimenti. Sono pochissime le donne autonome che decidono di vivere fino in fondo le loro fantasie sessuali: nella maggioranza dei casi ci sarà un uomo che le controlla".

Quindi le dominatrix hanno l'imbarazzo della scelta.
"Sì: il numero di schiavi potenziali è infinito quindi noi donne possiamo scegliere con cura".

E quali sono i criteri che determinano la scelta?
"È l'atteggiamento della persona che mi fa capire se è un soggetto, anzi oggetto, interessante. Di solito faccio esaminare i postulanti da una persona di fiducia (spesso sono presente anonimamente) e se lei li trova credibili facciamo passare loro una sorta di primo esame sulla loro serietà e le motivazioni".

Stiamo parlando da mezz'ora e non ha pronunciato una sola volta la parola amore...
"L'amore c'è, eccome! C'è una persona che mi accompagna da 15 anni con la quale ho una profonda relazione affettiva e sentimentale. In fondo è come in una qualsiasi relazione amorosa, con le stesse dinamiche di coppia: uno ama più dell'altro, uno domina l'altro... Non vorrà farmi credere che in una coppia che non pratica il sado-maso non si instaura una relazione di potere tra i due partner! E la passione totale verso l'essere amato non è una forma di schiavitù?



Ci sono cose che non accetterà di fare?
"Sono una dominatrice quindi sono io a decidere. Mi sono fissata una sola regola, l'irreversibilità".

Si spieghi.
"Mai mutilare né uccidere".

Anche la scarnificazione è irreversibile.
"No, oggi con il laser si possono cancellare certe cicatrici".

Quante persone ha marchiato a fuoco con le sue iniziali?
"Solamente due: è un profondo segno d'amore, molto speciale. Infatti le due marchiature sono diverse: per una persona ho tatuato le mie iniziali e poi ho "firmato" con una sigaretta. Per l'altra ho fatto produrre un sigillo speciale in avorio e argento con la mia sigla".


Gli adepti del sado-maso sono accusati di essere una casta di ricchi perversi e oziosi.
"Le fantasie erotiche - anche le più bizzarre o inusuali - sono comuni a tutte le classi sociali. Non condivido questo atteggiamento snob e condiscendente che pretende di sindacare anche sull'eros degli individui: chi decide che un postino, un manovale o una colf non condividono le stesse fantasie erotiche di un ricco borghese libertino?".

Ad esempio i suoi lettori che le inviano lettere di insulti.
"Ho ricevuto centinaia di messaggi soprattutto da uomini e quasi tutti di approvazione. Mi è successo anche in passato".

E lettere di curiosi?
"Spesso ricevo richieste di persone che vogliono assistere a una delle mie cerimonie ma io rifiuto: è troppo facile fare il voyeur! I partecipanti devono essere implicati".

Però la prossima cerimonia sarà semipubblica.
"Una sera di questo mese in un appartamento che si affaccia sulle Tuileries. Parte della cerimonia si svolgerà in una stanza visibile dal giardino. Alcuni invitati potranno spiare di lì. Ovviamente alcuni passanti si fermeranno incuriositi: ma nessuno saprà chi, tra di loro, sarà poi invitato a salire".
(Pubblicato il 14 giugno 2007)





La filosofia nel boudoir-Bdsm creuza du male