giovedì 28 maggio 2015

Inquisizione, scoperto a Roma manuale inedito per cacciatori di streghe

http://spettacoliecultura.ilmessaggero.it/libri/inquisizione-manuale-caccia-streghe-frate-scrofeo/358538.shtml


Ritrovato a Roma un manuale di "caccia alle streghe", il "Formularium" del frate domenicano Modesto Scrofeo.

La caccia alle streghe in Italia ha avuto un protagonista di primo piano caduto nell'oblio da secoli: il frate domenicano Modesto Scrofeo da Vicenza, inquisitore di Como negli anni '20 del 1500, ossia nel momento in cui essa toccò il suo apice in diverse parti del versante meridionale dell'arco alpino.


La vasta diocesi di Como fu il cuore della persecuzione di streghe e stregoni in terra italiana anche per opera di Scrofeo, il quale, forte del sostegno che papa Adriano VI gli aveva manifestato il 20 luglio 1523 con il breve «Dudum, uti nobis», processò per stregoneria nel corso di quell'anno diverse decine di persone in Valtellina, mandandone al rogo almeno sette. È stato possibile ora ricostruire compiutamente la figura di frate Modesto grazie alla sua opera «Formularium pro exequendo Inquisitionis officio», inedita e mai studiata, tramandata in un solo esemplare manoscritto che è contenuto, insieme con altri scritti del domenicano in un volume conservato alla Biblioteca Casanatense di Roma.


La scoperta del manuale inedito per cacciatori di streghe, datato intorno al 1523, apprende l'Adnkronos, si deve a Matteo Duni, professore di storia della Syracuse University di Firenze. Da questo piccolo corpus emerge con nettezza il profilo di un uomo determinato fino all'ossessione a sterminare le streghe e capace di dispiegare al servizio del suo obiettivo una notevole conoscenza giuridica: tratto, quest'ultimo, non comune a quel tempo tra gli inquisitori italiani, che di solito avevano una formazione teologica più che giuridica.


Il «Formularium» ed altri notevoli scritti inediti di fra Modesto - analizzati da Duni per la prima volta in un articolo che appare sulla rivista «Archivio Storico Italiano» (Olschki editore) - sono un condensato di quell'esperienza, pensati con il doppio fine di fornire una guida ai colleghi inquisitori e di rispondere alle forti proteste suscitate dal suo operato. L'opera rappresenta una preziosa fonte d'informazioni su di una caccia alle streghe finora poco nota, e al tempo stesso permette di ricostruire il profilo personale e dottrinale di un ecclesiastico convinto che lo sterminio delle complici di Satana fosse la priorità assoluta. Il «Formularium» e un altro testo nel volume della Biblioteca Casanatense di Roma, l«'Apologia fratris Modesti Scrophei de Vincentia», sono anche una testimonianza preziosa dell'intensa caccia alle streghe che insanguinò la Valtellina tra l'estate e l'autunno del 1523 e suscitò aperte proteste contro l'operato del tribunale della fede, ma è conosciuta molto frammentariamente a causa della perdita di gran parte degli atti processuali.


Gli ultimi due testi del manoscritto inedito, infine, le prediche «Pro Societate Sancte Crucis» e «De maleficis puniendis», offrono - scrive lo storico Matteo Duni nel suo saggio illustrativo - uno scorcio piuttosto raro del versante omiletico del lavoro di un inquisitore e ne mostrano l'integrazione piena con quello giudiziario. Nell'insieme l'esame di tutti questi scritti permette di collocare Modesto Scrofeo in quella pattuglia di agguerriti inquisitori domenicani che, ai primi del '500, unirono all'attivismo nella persecuzione della stregoneria la volontà di analizzare a tavolino quel che a loro appariva come il crimine nefando per antonomasia, e di approntare una strumentazione teologica e legale che sostenesse la crociata allora in corso per eliminarlo. Il frate vicentino, insomma, fu uomo dello stesso stampo di cacciatori di streghe accaniti come Bernardo Rategno, Silvestro Mazzolini e Bartolomeo Spina, tutti autori di opere importanti sulla stregoneria. Scrofeo, comunque, appare più simile a Rategno che agli altri due per il suo approccio prevalentemente pratico al lavoro dell'inquisitore, l'attenzione agli aspetti legali e il relativo disinteresse per le questioni metafisiche.




martedì 26 maggio 2015

La schiavitù del dono


“L'istinto di ferocia bestiale si celava in fondo alla sua sensualità possente.” Gabriele D'Annunzio


Non dissi: "O donna,

chi sei tu?" Non chiesi:

"D'onde venuta,

di quali iddii

messaggera?"

Ma la conobbi

subitamente, muta

ed eloquente.

Per sentieri profondi

tratta me l'avea sola

dall'armonia dei mondi

il Desiderio.

Gabriele D'Annunzio


Dalla schiavitù del dono
alle porte della libertà

in estasi
elastica

Incatenando

Accarezzando

Spezzando

Frustando

Il vergine sacro
corpo delle parole

su folli lenzuoli bianchi
in foglie di frassino

dolcemente
amanti

fino al loro cuore
esploso
in luce pura

Liberi Te stesso
da te stesso

dominatore
soggiogato

nel seno caldo

Dò senso
al viaggio poetico

Vincenzo Capitanucci


Io sono quello che sono

Mi ci sono voluti anni per essere Così ...

E sogni

E sbagli

Io sono quello che posso.

Che non potrà essere molto,

Ma non giudicate mai nessuno per ciò che non è,

Al posto mio sareste potuti essere meno...

Io sono quello che Sono...

E qualche volta sbatto ancora le braccia per provare a Volare ... -cit-dal web


La filosofia nel boudoir-Bdsm creuza du male