venerdì 17 aprile 2015

Pronti? Ai posti: viaaaaaaaa............e che il Munch Bdsm abbia inizio



Il Munch a Genova


Dopo un periodo di riposo,sono ripresi a Genova gli apericena. In passato erano organizzati diversamente e in locali privè dove ci poteva essere uno ‘sfogo’ per le pratiche bdsm. E’ stato un bel periodo costruttivo ma alla lunga si sente la necessità di altro.

Eccoci quindi arrivati al 10 Aprile 2015. Devo dire che l’emozione del ritrovarsi non è stata poca a partire prima, dall’organizzazione dell’evento per arrivare poi, alla preparazione prima di avviarsi al Munch.
Cosa mi metto? Questo no, troppo sexy, non è una festa. Avrò freddo, avrò caldo…..Metto le scarpe con i tacchi o gli stivali; la gonna? O i pantaloni? Alla fine decido per la gonna e mentre sto per uscire…un disastro. Mi si smagliano le calze. Oddio; me le strappo letteralmente da addosso e ne indosso un altro paio. Nnnnnnnoooooooooooooo….la maledizione di Tutankhamon! Anche queste smagliate. Va bene;calma, respira profondamente, non andare nel panico. L’ora si fa tarda e opto per i pantaloni. E si esce….dopo un’ultima occhiata allo specchio. Sono truccata e in ordine e mi scappa da ridere. Così…pensieri che si rincorrono.


Salgo in macchina con il cuore a mille. Arrivo nel parcheggio sotterraneo e prendo il biglietto. Vado a sbattere con la ruota della macchina contro il marciapiede. Ma sono proprio imbranata….riparto ed entro nel silos. Primo piano…occupato. Scendo al piano inferiore. Trovo un posteggio e mi ci metto. Apro la portiera e….non riesco a scendere. …ahahahahah….ho una macchina posteggiata a fianco e anche dall’altra parte non sono messa meglio. Mi guardo intorno sperando che non mi abbia vista nessuno. E si sa; ‘donna al volante, pericolo costante’. Non vedo nessuno nei dintorni. Cerco un altro posteggio. E va già bene che non guido un tir ma la macchina ha delle dimensioni medie e non tutti i posteggi vanno bene. Finalmente il posto che trovo è ‘a misura’. Scendo e penso:’ Ora ci vorrebbe che cadessi come un salame a terra e la serata inizierebbe ancora meglio’.

Uno, due, tre….conta Lara che è meglio. Sola mi avvio e dentro di me sghignazzo. Una ‘ruina’….
Ho voluto fare questo ‘prologo’ perché ho riso talmente tanto che non potevo non condividerlo con voi. In fondo sono una persona autoironica e per niente perfetta.

Emozionata e agitata entro nell’atrio di Palazzo Ducale e poi nel locale. Non è ancora arrivato nessuno e attendo fuori. Le persone arrivano piano piano. Si fanno le presentazioni.
‘Piacere, sono Lara’
‘Piacere sono D….. io P….ecco M….poi L…..’
Ci accomodiamo ai tavoli. Bum..bum…il mio cuore si calma. Respiro e guardo le persone intorno a me. Qualcuno lo conosco già, altri no. I ruoli ricoperti sono vari e ci sono anche dei giovani. Molto bello questo perché una ventata di gioventù non fa mai male in una città silente e anziana come la nostra. Non hanno esperienza ma impareranno anche loro. Si parla e ognuno di noi porta la propria storia di vita s/m. Ci si scambia opinioni. Si fanno progetti per il futuro. Mi rendo conto che parlo molto….ehmmmmm…..mi scuso…sono logorroica ma l’entusiasmo è molto, la voglia di fare tanta e le disponibilità poche.

Il locale che ci ha ospitato è piccolo e affollato. Il buffet è abbondante con 21 tipi di cibo diverso per accontentare ogni gusto dal vegetariano al carnivoro. Riusciamo comunque a comunicare tra noi spostandoci vicino alle persone con le quali si vuole interagire. C’è la persona che parla di più, quella che invece ascolta. Bello però perché trovo che ogni persona con il proprio ‘tassello’ contribuisce alla costruzione di qualcosa, sia esso un progetto o altro di più materiale.

La serata scorre via veloce. Si sono dette tante cose, altre sono lasciate in sospeso. La voglia di ritrovarci c’è. Siamo un bel gruppo e insieme passeremo momenti ancora migliori di questo appena passato. Ognuno portatore della propria unicità. Siete stupendi! Grazie a tutti quelli che hanno partecipato ma anche agli assenti che incuriositi verrranno a conoscerci. Vi aspettiamo numerosi e una bella sorpresa vi aspetta…non ve la dico perché sono dispettosa!
Pubblicato in data 17/4/2015 da Lara Bianchi-copyright-Tutti i diritti riservati





Il Palazzo Ducale di Genova (in ligure Paxo /ˈpaːʒu/, contrazione dell'antico termine Paraxo /paˈɹaːʒu/) è uno dei principali edifici storici e musei del capoluogo ligure, già sede del dogato dell'antica Repubblica.

Lasciato in abbandono per lungo tempo e adibito a sede degli uffici giudiziari prima della costruzione negli anni settanta del nuovo palazzo di giustizia di Portoria, ha visto completare il suo restauro in occasione delle "Colombiadi" del 1992, con cui vennero commemorati Cristoforo Colombo e il cinquecentenario della scoperta dell'America.

Ospita al piano nobile importanti mostre d'arte, dibattiti e convegni (organizzati nelle sale affrescate del Maggior e del Minor Consiglio) e, nei cortili e porticati, negozi e punti di ristoro. Il palazzo è gestito dalla fondazione "Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura"[2]che ha suddiviso gli spazi in molteplici funzioni. Al suo interno si possono verificare eventi anche contemporaneamente[3] in spazi dedicati. All'interno del palazzo si trovano anche le sedi di molte associazioni culturali[4]e la palestra della matematica Matefitness. Nel 2001 vi si sono riuniti a congresso i capi di Stato e di governo convenuti a Genova per il G8.





Le carceri

Particolare dei disegni sulle pareti della cosiddetta "cella degli artisti"
I piani superiori della torre Grimaldina e i locali adiacenti furono utilizzati come carceri dai tempi della Repubblica fino alla Resistenza durante la seconda guerra mondiale.[72][73] Un episodio del 1435 fa ipotizzare che a quel tempo esistesse già una cella detta Grimaldina, da cui prese poi il nome l'intera torre: in seguito alla battaglia di Ponza nell'elenco dei prigionieri condotti a Genova da destinare a diverse carceri, accanto ad alcuni nomi fu indicata la lettera G che potrebbe significare appunto Grimaldina.[34]


Le carceri occupavano alcuni locali del sottotetto al di sopra dell'appartamento del doge e nella torre. Questo faceva sì che le celle fossero meno umide di quelle tradizionalmente collocate nei piani più bassi degli edifici, ma allo stesso tempo fossero più soggette alle intemperie e ai rigori del clima. Le celle sopra l'appartamento dogale erano piccole e buie, provviste di doppie porte e con spesse grate in ferro inserite all'interno dei muri e dei pavimenti, per impedire ogni tentativo di fuga. Queste celle erano destinate ai prigionieri comuni o politici. Il piano superiore del pontino aereo dell'appartamento del doge permetteva di mettere in contatti direttamente le carceri con il vicino palazzetto criminale. Le celle situate nella torre, più grandi e luminose, erano destinate ai detenuti provenienti da famiglie importanti o a nemici stranieri trattenuti in attesa di un riscatto.[72][73][74]

Da Wikipedia

La filosofia nel boudoir-Bdsm creuza du male