sabato 11 aprile 2015

La filosofia nel boudoir: una pagina rubata su facebook

E ti copiano pure la pagina facebook. Questa è lesione di copyright.

La mia pagina 'La FILOSOFIA NEL BOUDOIR'


è nata su facebook nel 2013 con contenuti personali, mie riflessioni e pensieri con la pubblicazione anche di post che fanno riferimento al mio blog wwww.bdsmcreuzadumale'blogspot.it.

Specifico che tutto il materiale personale è autografo, cosa che il coglione di turno di turno non fa. Si nasconde firmandosi 'un amministratore'.

La pochezza di certe persone è veramente schifosa. Hanno talmente il cervello limitato. Non avendo fantasia cosa fanno? Imitano e quando scrivi a un fantomatico amministratore per chiedergli spiegazioni, ti blocca e non ti risponde neppure.

Caro amministratore di 'La filosofia nel boudoir'(quella falsa https://www.facebook.com/pages/La-filosofia-nel-boudoir/1408417119459228?fref=ts)


Ti credi furbo ma non lo sei.

Ti faccio presente che stai violando la normativa di facebook .

Ho già provveduto alla segnalazione alle autorità competenti di tale lesione.

Il modo per scoprire chi sei, esiste; sei talmente codardo da non rispondere.

Cosa vuoi dimostrare con la falsità della tua pagina? Di essere qualcuno?

Fai solo pena e ora ti smerdo pubblicamente.

Vediamo se ora hai il coraggio di mostrare la tua faccia da ......

Questa è la pagina originale 'La filosofia nel boudoir'

https://www.facebook.com/lafilosofianelboudoir2013?ref=bookmarks


Vi invito a far girare questo post a tutti i vostri contatti! Grazie

Lara Bianchi-copyright-tutti i diritti riservati

giovedì 9 aprile 2015

Sei il fascino della mia perversione

Il disordine regna sovrano ma sai come obbedire alle Sue volontà !


Quando ti prende sa spegnere i tuoi ardori di cagna in calore.


Sei il centro delle Sue attenzioni .

Sei il cardine del tuo essere .

Sei il fascino reale della perversione. .



Manette.

Sembrano buttate lì per caso o dimenticate nella fretta di districarsi da imposizioni limitanti.

Nulla é per caso.

Lo dovresti sapere.

Sono lì in attesa già pronte ad attendere.

Un piccolo freddo insignificante oggetto che ti fa vibrare nella profondità delle tue viscere.

Ti inchini e porgi i tuoi polsi

Lara Bianchi copyright-Tutti i diritti riservati

mercoledì 8 aprile 2015

Sola. Legata. Usurpata. Usata. Il tuo corpo, un oggetto. Tu, un oggetto.

Incatenata al muro. La posizione è scomoda. Sei completamente bloccata in quella posizione da ore.
Nessuno è entrato. Hai freddo, fame e sete. Non puoi gridare perché il morso che ti hanno messo alla bocca non te lo permette.
Quanto tempo sarà passato? Che fine avrà fatto la tua amica? Cosa vorranno queste persone da te?
Una moltitudine di domande attanagliano la tua mente. Vorresti delle risposte che non arrivano.
Muovi le dita delle mani. Hai gli arti intorpiditi. Oramai non avverti più nulla. Sembra quasi che le tue braccia e le tue gambe appartengano a un altro corpo, a un’altra persona.


Lasci andare la tua mente. Comprendi che questo assurdo silenzio, questa immobilità imposta, questo ‘abbandono’ forzato è una mossa psicologica. Giocano sulla tua paura, sul tuo isolamento, sul tuo sentirti abbandonata. Giocano ‘al gatto con il topo’. Aspettano e ti lasciano li. Ti fiaccano mentalmente.
Come è che si chiama anche? Sindrome di Stoccolma. Il soggetto affetto da tale sindrome , durante i maltrattamenti subiti, prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aguzzino, che si può spingere fino all’amore, facendo si che si crei una sorta di alleanza e solidarietà fra vittima e carnefice. Arriverai a tanto?
Una cosa è certa. Incominci a essere sfinita da quella posizione. Senti qualcosa di caldo fra le tue gambe. Liquido che cola. Ti sei fatta la pipì addosso. Da quanto non ti capitava? Vorresti sparire dalla vergogna. E ora? Nonostante tutto ti sei liberata la vescica.


Passi. Sarà illusione? O temi che sia la realtà? Qualcuno parla. Allora non è solo una persona. La porta di ferro viene aperta. Inizi a tremare e automaticamente cerchi di aprire gli occhi. Sei bendata. Vorresti vedere ma non puoi.

‘Ecco qua la nostra prigioniera.’ Qualcuno si avvicina e inizia a toccarti.
Sussulti intimorita.
‘Pelle chiara, capelli biondi, corpo abbondante, tette grosse’. Due grosse mani ti afferrano le tette e iniziano ad accarezzarle. La presa si fa sempre più insistente. Ti munge come una una vacca. Stuzzicano, premono, tirano. Afferrano con vigore i capezzoli che vengono tirati verso l’alto.
Inizi a mugolare dal dolore. Vorresti ribellarti.


‘Qui c’è una pozza liquida. La vacca ha fatto la pipì’.
Un’altra voce risponde. ‘Questo è molto grave. Cosa ne dici?’
‘E si. Ora bisognerà provvedere’
Ti levano da quella posizione e senza che nessuno ti sorregga, cadi come un fantoccio in terra. Rimani senza fiato. Nulla ha attutito la tua caduta. Robuste mani ti afferrano. Ti girano con la faccia verso il pavimento.
‘Ora leccherai fino all’ultima goccia; vero cagna?’ e levano il morso
‘Disgraziati. Cosa volete da me? Lasciatemi stare. Io non lecco proprio nulla. Chi siete?’
Una sferzata colpisce la tua schiena. Rimani annichilita dal dolore.
‘Questo per farti capire che qui non sei in vacanza. O ubbidisci o sarà peggio per te. Ora lecca.’
Sei disgustata dall’odore nauseabondo che emana la tua urina. Non osi replicare e inizi a leccare.
‘Brava, così. Fino all’ultima goccia così plachi anche la tua sete’
Pulisci il pavimento come ti è stato ordinato pensando che sia meglio non farli irritare ulteriormente.


Ti sollevano di peso. Vieni sbattuta su qualcosa di rigido e freddo. Non hai tempo di replicare che subito vieni legata a braccia e gambe larghe. Tirano con forza e ti rimettono il morso. Mani prepotenti ti palpano ovunque.
‘Sentiamo un po’ come sono i buchi ‘
Dita che ti usurpano, dilatano, spingono, esplorano , deflorano davanti e dietro. Ti usano senza alcun riguardo.
Alle dita sostituiscono il loro membro. Ti scopano come un oggetto. Sono rudi nei movimenti. Ti innondano. Prima uno, poi l’altro. I capezzoli vengono pinzati e tirati.
Senza dire una parola escono. La porta viene sbattuta e chiusa.

Sola. Legata. Usurpata. Usata. Il tuo corpo, un oggetto. Tu, un oggetto.

Lara Bianchi copyright-Tutti i diritti riservati


martedì 7 aprile 2015

Fire play: giocare con il fuoco si può ed è anche divertente

Pubblicato da stefano il giorno 14 April 2014

http://www.alcova.biz/blog/fire-play-giocare-con-il-fuoco-si-puo-ed-e-anche-divertente-2/



Il fire play in Italia è ancora qualcosa di poco conosciuto e poco praticato. I motivi sono tanti, dal fatto che in pochi viaggiano all’estero per partecipare ad eventi ed avere quindi l’occasione di imbattersi in questo tipo di pratiche, alla difficoltà di reperire l’alcool isopropilico (che, già diluito al 70%, viene venduto ovunque negli stati uniti come disinfettante cutaneo). Non da ultima anche la difficoltà di reperire delle torcette per fire play già fatte. Non tutti hanno la manualità, il tempo e la voglia di realizzare delle torcette artigianali, pur non essendo questa operazione particolarmente difficile da realizzare. Basta un’asticella (vanno benissimo le comuni forchettine da fonduta che si possono acquistare per una manciata di euro nei negozi di casalinghi), un po’ di ovatta, di garza e di filo di cotone per legare il tutto.

Di recente però mi è capitato di conoscere, tramite un amico a Chicago, un bravissimo artigiano negli USA che realizza delle fantastiche torcette in kevlar. Molti si chiederanno: perchè usare quelle in kevlar anzichè quelle normali? Il kevlar è un materiale molto resistente al fuoco e alle alte temperature in genere, inoltre si scalda poco e queste caratteristiche lo rendono perfetto per questo tipo di uso (oltre che per tante altre cose che con il fire play non hanno nulla a che vedere).


Di recente però mi è capitato di conoscere, tramite un amico a Chicago, un bravissimo artigiano negli USA che realizza delle fantastiche torcette in kevlar. Molti si chiederanno: perchè usare quelle in kevlar anzichè quelle normali? Il kevlar è un materiale molto resistente al fuoco e alle alte temperature in genere, inoltre si scalda poco e queste caratteristiche lo rendono perfetto per questo tipo di uso (oltre che per tante altre cose che con il fire play non hanno nulla a che vedere).

FIREWAND

Come se non bastasse, queste torcette non hanno una sola estremità a cui poter dare fuoco, ma tutt’e due. Anche qui, potreste chiedervi “a che serve averne due?” e la risposta è presto data: di solito si accende una sola delle due estremità e l’altra la si usa, inumidita di alcool, per disegnare delle strisce sulla pelle a cui poi dare fuoco con l’altra estremità. In pratica con una (quella spenta) si lascia un po’ di alcool sulla pelle e con l’altra gli si dà fuoco. Se le volete, le trovate qui.

Discorso a parte merita il tipo di prodotto infiammabile usato. Quello più diffuso è l’alcool isopropilico, diluito al 70% con acqua (7 parti di alcool e 3 di acqua), ma io ho avuto modo di sperimentare anche la schiuma per capelli (fate attenzione: non tutte le schiume sono uguali… dovrete fare un po’ di sperimentazione per trovare quella che funziona meglio). Le schiume vendute negli USA funzionano decisamente meglio (credo per una questione di composti chimici utilizzati che qui da noi devono seguire delle normative più rigide). Di solito quello che permette alle schiume di “funzionare” è il fatto che contengono come propellente il butano, che è un gas altamente infiammabile. La particolarità delle schiume di questo tipo è che creano una serie di “onde” di fiamma che percorrono avanti e indietro la striscia di schiuma, man mano che il butano viene liberato dalle microbolle in cui è intrappolato. Nel video qui sotto potete vedere un esempio di utilizzo della schiuma. Divertente, no?
Assolutamente da evitare alcool puro, benzina o petrolio: rischiereste di non riuscire più a gestire la fiamma…

La domanda successiva che vi verrà sicuramente da chiedervi è: ma è pericoloso? Beh, sarei ipocrita se dicessi che il fire play è una pratica priva di qualunque rischio, ma non sono qui a cercare di convincere nessuno ad affrontare dei rischi per i quali non si sente pronto o se non vede alcun vantaggio nell’affrontarli. Semmai preferisco dare informazioni per minimizzare tali rischi. Il primo consiglio è quello di non improvvisarsi e di mantenere sempre, anche quando sarete diventati esperti, il giusto timore reverenziale nei confronti del fuoco. Il secondo, altrettanto importante, è di imparare direttamente da chi lo fa da tempo, in modo da poter compiere i primi passi sotto l’occhio vigile di qualcuno molto esperto. Se siete in dubbio sulle vostre capacità, astenetevi.


Il fire play può essere effettuato usando le torcette e l’alcool isopropilico o la schiuma per capelli di cui abbiamo parlato qui, ma anche altri strumenti e materiali quali guanti, spruzzatori, flogger, fulmicotone. Indipendentemente da quali siano i materiali e gli strumenti che si usano, valgono alcune semplici regole di sicurezza:

tenete a portata di mano una bacinella di acqua fredda con dentro un asciugamano
evitate di indossare o di far indossare indumenti sintetici e assicuratevi che sulla pelle non vi siano sostanze potenzialmente infiammabili (es. olii o creme per il corpo)
legate i capelli del partner ed evitate di avvicinare la fiamma a quella zona
operate sempre su una superficie orizzontale e non verticale
posizionate il contenitore con l’alcool lontano da fiamme ed in una posizione tale che non crei intralci con le torcette (di solito conviene tenerlo dal lato opposto a quello della mano con cui si utilizza la torcetta)
fate attenzione a non far gocciolare inavvertitamente l’alcool dalla torcetta infiammata


All’interno del progetto AKA Alcova Kink Academy, ho già organizzato workshop sul fire play e conto di organizzarne altri in futuro, anche con la collaborazione di amici e conoscenti appassionati di questa pratica. Se vi interessa organizzare nella vostra zona un workshop del genere, fatemelo sapere. :)

E per chiudere in bellezza, eccovi un sensualissimo video realizzato da John Toda proprio su questa pratica.
http://www.johntoda.com/site/index.php/film/video/latest/54


La filosofia nel boudoir-Bdsm creuza du male