sabato 28 marzo 2015

.intrattabilegenovese@libero.it....Marco Macrì...... 'Le merde puzzano e si seccano al sole': fate attenzione a questo contatto....

Il troppo, stroppia. Non è che io abbia un brutto carattere; è solo che ho un carattere di merda.

Sono una 'diversamente trattabile' e quando mi scoccio non guardo più in faccia nessuno qualsiasi ruolo ricopra nella vita quotidiana o nel bdsm.

Porto pazienza, passo a volte da idiota perchè mi fa comodo fare così ma tutto ha un limite.

Non mi importa di essere giudicata. Io sono io, so quello che sono e quello che valgo come persona e come schiava.

Vi riporto integralmente le comunicazioni per e-mail ricevute dal contatto intrattabilegenovese@libero.it presente su facebook e su google. Lavora come vigile del fuoco a Genova,

la mia città. Ha quarant'anni, si dichiara single. In passato aveva nick diversi così come e mail diverse. Ci eravamo conosciuti tempo fa. Abbiamo chiaccherato sorseggiando un

caffè. E si, proprio il caffè che mi rende nervosa. Poi la cosa non aveva avuto seguito perchè non mi era sembrato un padrone ma solo una persona del genere 'famolo strano'

rientrante nella categoria degli scopatori seriali. Successivamente vengo ricontattata e mi ordina di mandargli il mio numero di cellulare. Mi faccio una grassa e grossa risata e

gli rispondo picche. Nei giorni scorsi vengo di nuovo ricontattata . Penso di dover rendere pubblica la conversazione in quanto tale, fantomatico personaggio, giocando sul suo fascino da 'uomo che non deve chiedere mai' ostenta una sicurezza che potrebbe creare confusione nelle schiave, novizie e non, oltre che nelle ragazze giovani che potrebbero essere contattate.




Cerca di strapparti un appuntamento per un incontro e non rispetta le regole del S.S.C.. Massima allerta in quanto le cose succedono da come si legge quotidianamente sui

giornali, non solo agli altri e visto che il mio blog è nato anche per dare informazione mi sembra doveroso pubblicare quanto segue:

23 mar-Intrattabile


So quanto desideri esprimerti fino in fondo con tutte le contraddizioni che ti rendono così straordinaria. So che la voglia e la decisione di spingerti Oltre si nutrono del tuo bisogno di essere presa per mano; che sei fiera della tua indipendenza ma che è nella sottomissione che ritrovi una parte di te e puoi finalmente scioglierti di piacere. So anche che l'idea di abbandonarti ti turba almeno quanto ti eccita e che ti aspetti sensibilità, comprensione, protezione, sicurezza.. io sono qui ad un passo da te percorri quell impercettibile distanza virtuale prima reale poi... non sono un santo e non mi dipingero diverso da ciò che sono per arrivare a te... se vuoi Il principe azzurro (gay) non son io passa oltre ma se un pirata ti solletica inviano due foto vestita e intera seguiranno le mie e discorreremo davanti a un aperitivo

Lara

direi che dai priorita all'apparenza
Le mie foto non le mando in giro per il web
Un genovese più che 'intrattabile' non poteva essere ma anche io con il mio caratterino non sono niente male

Intrattabile-Non serve ho capito chi sei.. Signora di mezza eta molto desiderabile sposata che USA il bsdm per esibirsi in pubblico anziché viverlo tra 4 mura

Lara- Non ho capito cosa intendi....sono un pò dura di comprendonio

Intrattabile-Che ti ho già conosciuta in ... E t ho invitato a sessioni private e non di pubblica visione in club per scambisti che tu invece prediligi col tuo compagno

Lara-a wow..........ora ricordo
Gira che rigira siamo sempre gli stessi a ritrovarci in questi siti
Tu sei 'l'uomo che non deve chiedere mai'.....Non ti devo spiegazioni di nessun tipo ma il tempo passa e le cose cambiano come le persone. Ci siamo conosciuti all'incirca tre anni fa . All'epoca organizzavo eventi in club privè. La locuzione privè non implica che ci andavamo per fare orge o cose simili poi ognuno creda quel che vuole, poco importa
Io so chi sono, quello che sono e quello che voglio......


Intrattabile- Beh... L invito a una sessione privata per saggiarsi è sempre valido... Attendo una tua foto attuale e un tuo contatto telefonico

Lara-una mia foto attuale...come sono mi hai vista e non sono cambiata
una sessione per saggiarsi...sai il bdsm non è un vestito che si compra al supermercato. Lo provo, mi piace, non mi piace, mi va stretto, mi va largo, al limite se ci ripenso posso sempre cambiarlo

Il bdsm è talmente coinvolgente che non si 'saggia'. O c'è feeling o non c'è feeling. Io non riesco a 'provare'. Non riesco a farmi mettere le mani addosso ovunque da un uomo e magari andare anche oltre.....

Difficile far comprendere ma io cerco qualcosa di vero, qualcosa di unico, qualcosa di sublime, qualcosa che 'va oltre'. Il bdsm è 'oltre'...

(il personaggio evita qualsiasi tipo di confronto e cerca di arrivare allo scopo)


Intrattabile-
.... Ripeto ... Dedicami due ore.. Sai bene che sotto le mie mani in privato potresti stupiti e dipendere da me sai bene che io so cos e quella oltre proprio per questo l ho sempre tenuto privato e non esposto a feste ...in locali... Quindi a te cominciare con lA foto e il telefono ti chiamerò e parleremo... Attendo

Mandami il numero ti chiamo e... Avrai il mio mentre conversiamo.. ......non te lo chiedo più il numero se non lo ricevo la conversazione termina qui ed è la terza ed ultima volta che ti permetto di rimbalzarmi .. E anche se mi scriversi strisciando non ti darò alcuna chance di provare a vedere come sarebbe

Lara- ( sono stronza e mi sto divertendo. Voglio vedere fino a dove si spinge. Mi dice che lui pretende la chiarezza e trasparenza da parte della schiava e quindi, a tal fine, dovrò consegnargli le password dei social network dai quali pretende la chiusura ivi comprese la pagina di fb, pw del blog e delle e mail. Se non ubbidirò, fine del contatto.
E il contatto ha termine visto che gli comunico il mio diniego al riguardo. Nei giorni successivi ci penso e lo contatto convinta che mai mi risponderà visto la situazione)



26 mar-Lara -Certo è che mi hai rubato l'anima;(ironizzo; ormai conosco i polli) peccato non essere compatibili
Essere schiava vuol dire anche questo, riconoscere i propri limiti
(Gli faccio presente la sua non sincerità visto che non dà mai il suo numero di cellulare)


Intrattabile-Tu che non dai totale trasparenza a un padrone hai pure la faccia tosta di dire a un dominante che non è sincero... Ah ah ah questa mi fa veramente sbellicare...
......Quando vedro ciò che chiedo e dopo che sarai passata due ore sotto me.. Sarà un premio.. Non otterrai nulla da me prima.. Fine discorso

Domani dalle 16/18 sei mia... Tacco vestitino e pronta ad essere posseduta in ogni modo io desideri... Dovrai portare una busta con tutti gli accessi e me la consegnerai appena salita sulla.mia auto assieme alle.tue mutandine che sfilerai davanti a me

.....O domani e ai miei modi o cancella l indirizzo mail e non cercarmi mai piu

Lara ( Gli comunico che non mi sarà possibile essere presente)

Intrattabile-
Sparisci... Non accetto repliche o a modo mio domani o a.mai più.. M hai rimbalzato due colte ora o a modo io o sparisci e non farti mai più leggere

Lara- Un vero carattere di merda...come il mio

Intrattabile-Vedi di non disturbarmi mai più visto che non fai come dico

Lara( Ci penso e decido di vedere fino a dove si spinge)

Intrattabile-Ore 16 ..... tacco vestitino e busta con scritto i vari nome e pass dei vari profili salita in macchina mi metti in mano la busta e ti sfili le mutandine che mi metti in mano ... Il resto non ti deve esser detto devi esser condotta e passare due ore con me punto.. Se non ti va ripeto togliti definitivamente dai piedi

Lara (Razionalizzo e la cosa potrebbe anche essere interessante e coinvolgente. Mi rendo conto che è una follia....)

Appuntamento al buio. potresti essere un serial killer . Garanzie zero e mi incuriosisce anche tutta la faccenda se non fosse che non indosso vestiti in inverno

Consiglieresti a tua figlia o amica un appuntamento al buio?

Tranquillo. . . Non mi rispondere

Tolgo il disturbo....


Intrattabile -io t ho detto di sparire.... togliti dalle palle


Lara (Ci mandiamo a quel paese reciprocamente)
Un vero Signore. Ma vai affanculo psicopatico di merda. Ma chi cazzo credi di essere? Pensi di esistere solo te al mondo? Il masteronzolo di turno. Sei tu che mi hai di nuovo cercata . Vuol dire che sei solo e tale resterai mentre io ho l'agenda piena di contatti e posso fare una scelta. Ricorda. . mai fare incazzare una donna. Siamo tutti rintracciabili. . Vai fuori dalle palle e non osare mai più contattarmi

Fine del contatto

Ha un profilo google con nome e cognome e anche su facebook.....








giovedì 26 marzo 2015

Decidere se fidarsi di una persona....


Decidere se fidarsi o no di una persona è come decidere se arrampicarsi o no su un albero, poiché si potrebbe godere di una vista straordinaria dal ramo più alto, oppure ci si potrebbe semplicemente riempire di resina, e questo è il motivo per cui molta gente decide di passare il suo tempo sola e in casa, dove è più difficile pungersi con una scheggia.
(Lemony Snicket)


Sola contro tutti tenendo alti i propri ideali senza scendere mai a compromessi neanche con se stessa! Lara Bianchi copyright-Tutti i diritti riservati





“Dipende in gran parte dove vuoi andare”, rispose Stregatto.

“Non mi importa dove”, disse Alice.

“Allora non importa nemmeno quale strada prendi”, replicò Stregatto.

“Mi basta arrivare da qualche parte”, aggiunse Alice.

“Ah ma da qualche parte arrivi di sicuro”, disse Stregatto, “se vai sempre avanti senza fermarti…”
•Lewis Carroll-



“'Non capisco che cosa volete intendere dicendo 'gloria'', disse Alice.

Humpty Dumpty sorrise con aria di superiorità: 'È naturale che tu non capisca finché non te lo spiegherò io. Volevo dire che 'questo è un ottimo argomento per darti torto'

'Ma 'Gloria' non significa 'un ottimo argomento per darti torto' obiettò Alice.

'Quando io adopero una parola - disse Humpty Dumpty con un tono piuttosto sdegnoso - essa ha esattamente il significato che io le voglio dare. Né più né meno'.

'La domanda è - disse Alice - se tu possa far significare alle parole così tante cose diverse'.

'La domanda è - disse Humpty Dumpty, - 'chi deve essere il padrone - ecco tutto'.”
LEWIS CARROLL

mercoledì 25 marzo 2015

La polemica, parte 2: la continuazione. Io sono solo un buco da riempire, un essere inferiore

Un fiore va annaffiato e trattato con cura. Va curato, idolatrato, amato.
Bisogna dedicargli attenzioni. Pianti un seme quando è stagione.
Occorre un terriccio adatto affinchè il risultato sia quello atteso.

Poi attendi. Attendi con ansia. Attendi con impazienza scrutando giorno dopo giorno .
Ecco un giorno fare capolino timida dalla terra, una piccola fogliolina.
Ti stupisci. Allora ho fatto giusto, pensi. Allora ho scelto il nutrimento adatto. Ho agito con amore, con partecipazione. E ti commuovi.


Mannaggia, sempre così mi capita.
Una sensibilità spiccata che ti rende vulnerabile. Ti spacca dentro, ti devasta. Possibile mai? Perché devo essere così? E continui ad osservare. Ti siedi e scruti.
Oggi hai indossato le lenti grigie. Attenta; sono loro quelle che ti fregano. Non ricordi dove hai riposto le lenti colorate. Per quanto tu le abbia cercate, non le hai trovate. E stai lì. Non hai voglia di muoverti. Sei come impietrita. Hai le membra senza forza. Il cervello non riesce a veicolare il comando.



‘Muoviti’ dice
‘No, non ce la faccio’ il corpo risponde

Attendi. Esiti. Il dolore ti assale. E’ un dolore sordo, acuto. Non riesci ad annullarlo.
E’ dentro di te. Non riesci quasi a descriverlo. Si avventa su di te. Ti attanaglia. E cosa pensi di fare? Restare lì ad aspettare? Cosa? Chi?


La tua autoironia ti soccorre. Ti torna in mente un film, un cartone animato. Fra gli animali protagonisti c’è il leone, altezzoso, regale, il re della foresta anche se rinchiuso in una gabbia di zoo. Ogni giorno ‘i sapiens (umani)’ organizzavano uno show nel quale il leone dava sfoggio del suo ‘esibizionismo’ ruggendo su una pedana sul quale era riposto. La folla rimaneva stupita e applaudiva entusiasta.

Ecco; voglio anche io ruggire anche se sottovoce come si addice al mio ruolo. E’ più un richiamo che un ruggito. Ora provocherò la reazione dei dominanti.

‘Come osi tu, essere inferiore, a richiamare la mia attenzione? L’attenzione te la darò solo quando lo deciderò io, non quando la chiedi tu. Questa è dominazione dal basso’

Dovrei rispondere sempre che ne abbia il permesso: ‘Si, Padrone. Puniscimi per aver osato tanto’.


Ma dove sta scritto? Esiste un vademecum per il Bdsm? Direi proprio di no. Non voglio ripetermi.
Ho già scritto un post riguardo alla verità, se esista un’unica verità o meno. Ma cosa è l’esibizionismo? E’ esibizionismo il voler sentirsi desiderata, ammirata? Secondo me no al di fuori di qualsiasi contesto in cui esso avvenga.

Ho organizzato in passato eventi a tema bdsm. L’assenza e la povertà di location adeguate mi ha obbligato ad adeguarmi, quindi non mi è rimasto altro da fare che rivolgermi a un club privè. Tregenda e sciagura. Allora sei scambista. Allora il ‘tuo bdsm’ non è serio. Allora la tua sottomissione non è vera perché i dominanti che frequentano ‘quei posti’ non sono tali. Sono fantomatici dom che assumono un ruolo per fare spettacolo. E di conseguenza tu sei una ‘slavazza’.


Bel termine che ho trovato su un social network. ‘Slavazza’ . Non esiste nel dizionario della lingua italiano il significato di tale termine. E’ un termine denigratorio. ..’schiavazza’.
Che schifo…blearkkkkk…. Chi ti credi di essere? E osi anche organizzare eventi? Ma chi sei? Tornatene a cuccia, collare, guinzaglio e zitta. Tu sei solo un buco che io, dom, prenderò in considerazione solo e quando lo vorrò. A ecco…non dimentichiamo un altro buco. Alla mattina mi saluterai con un bel pompino per ringraziare il ‘divino e regale augello’ per la considerazione.

Ho trovato il termine inglese di ‘gola profonda’…deep-troaching…..E si. Vi stupisco con effetti speciali. Trovate il post nel blog. Attenzione: richiede impegno, costanza e allenamento. Non adatto alle ‘slavazze’.


Polemica: si sono polemica perché mi sono stufata del modo di concepire il bdsm in Italia. Mi sono stufata delle persone ‘giudicanti’. Mi sono stufata delle ‘uniche verità assolute’. Mi sono stufata di realtà effimere. Mi sono stufata di dom che vogliono solo scoparti asserendo che solo loro sanno cosa sia il vero bdsm. Non di certo quello della platealità delle feste e degli eventi. E certo, perché bisogna metterci la faccia. Bisogna esporsi e poi non posso scopare a meno che non partecipi a una gang-band. A proposito….ti piacciono le gang-band? ….’Ma mi faccia il piacere’….


Ma se mi espongo poi mi riconoscono. E allora? Se a un evento trovo una persona che mi conosce lui/lei è li per lo stesso tuo motivo. Ambedue ricattabili se la vogliamo mettere sullo stesso piano. Non è reato partecipare a un evento. E certo ma come scopo?

Meglio tradire la propria moglie/marito/compagna in sordina. L’unico vero bdsm . Quello reale che non dà problemi. Poi tanto quando mi stufo trovo altri buchi da riempire.


Sono polemica. Sono una rompi-balle. Sono io. Sono vera. Un corpo non solo carne. Un cervello…a proposito. Sapete che la schiava è una decerebrata? Mica una laureanda come la sottoscritta. Oddio, studi all’università. E ora come faccio a comandarti? Mi tieni testa, hai istruzione, cultura. Tu sei inferiore. E si, una idiota che fa tutto quello che il dom le dice di fare. Ma allora vado a fare la troia così almeno ho un ritorno economico. Lo faccio quando voglio io, quando lo decido io, con chi decido io. Ma no….allora sei puttana. Invece farsi trombare da una moltitudine di ‘divine e sacri augelli’ è lecito, è sinonimo di appartenenza.


Escludiamo le mogli e i mariti. Per carità. Loro non ne devono sapere niente .

CHE SCHIFOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Lara Bianchi copyright- Tutti i diritti riservati

martedì 24 marzo 2015

Sempre polemica, ribelle e autoironica.....in chat e non solo

Voglio iniziare questo post con questo video perchè penso che sintetizzi la realtà del web



..e per continuare alcuni stralci di e-mail ricevute. Ogni commento è superfluo ma ben accetto...



Buongiorno,quanta eleganza e raffinatezza nella tua immagine,la luce soffusa delle candele,la delicata carezza della seta,e il godimento alla vista di una rosa bianca,di solito la uso per carezzare quando le mani sono bloccate dalle manette,quale piacere piu' sublime esiste,se non dare piacere?

Buonagiornata

Master F...

Lara: e poi? '40 sfumature di gigio' o c'è altro?

Buongiorno Lara,il libro "50 sfumature di grigio" l'ho trovato noioso,non eccitante la parte bdsm,molto soft,l'altra parte umana di due persone che si amano,con i dubbi di un inizio di relazione,ma una donna quando viene presa dal comportamento di un uomo,lei lo vuole ad ogni costo,percio' prima c'e' la donna e dopo la schiava,il master deve capire questa differenza.
Master F....

Lara: Ecco uno che ha capito tutto del bdsm. Devo dire che la lettura da parte sua di '50 sfumature...' mi ha tranquillizata. Un vero Master al quale affidarsi



Contattami io serio, anche xferie 347.....

Lara: qua le ferie sono assicurate..mohhhh..ce faccio un pensierino


alla fin fine l'unico che è riuscito a donarti un po' di emozione sono io,mi spiace. Lupo S.

Lara: certo che questa emozione deve solo avermi sfiorato se io non me la ricordo

se non te la ricordi evidentemente non eri sincera. Lupo S.

Lara:
Se tu pensi che io non sia stata sincera potevi anche evitare di perdere del tempo scrivendomi

Lupo S. noi ci siamo anche ncontrati li hai incontrati tutti?

Lara: ( ecco il masterone gelosone) mi sa che sono rimbambita io o non so

Io a te non ti conosco e non passo la vita a incontrare le persone

Lupo S. Ma non sei M....?

Lara: e direi proprio di no

Lupo S. ok scusa allora è il piu' grande equivoco della storia a questo punto ti va un po' di dialogare? hai gia' avuto esperienze bdsm?

Lara: ahahahah....ecco uno che sa riconoscere i propri errori



An....: Sono appassionato di clisteri e molto, molto esperto in questa practica. Se sei interessata ad approfondire l'argomento rispondimi, non te ne pentirai.

Spero di sentirti presto.


Lara: (non sono stitica...certo che questo va subito al sodo)



gia....scrivimi

Lara: (comando perentorio ...si masteronzolo, obbedisco)


ste...:Sessioni in webcam spiego dettagli via mail

Lara: ( questo ha capito tutto della dominazione)



domenica 22 marzo 2015

'Il Demone della perversità' -

Pasquale Frisenda
'Il Demone della perversità' - Un racconto di Edgar Allan Poe
Uno dei padri della letteratura americana, nonché l'inventore del moderno racconto poliziesco.

http://www.postcardcult.com/articolo.asp?id=5570&sezione=44

"Nelle tenebre a lungo,

gli occhi fissi in profondo,

stupefatto,

impaurito sognai sogni che mai si era osato sognare"
(Da "Il Corvo" - 1845)


Nella considerazione delle facoltà e degli impulsi, dei prima mobilia dell'animo umano, i frenologi hanno dimenticato di far posto a un'inclinazione che, sebbene la sua esistenza di sentimento primitivo, radicale, irriducibile, risulti evidente, è sfuggita anche a tutti i moralisti che li hanno preceduti.
Nella pura arroganza della ragione, noi non ce ne siamo accorti.
E abbiamo lasciato che la sua presenza sfuggisse ai nostri sensi, nient'altro che per una incapacità di credere, per un difetto di fede; fosse poi fede nella Rivelazione o fede nella Cabala.
Mai ce n'è venuta l'idea, semplicemente a causa della sua supererogazione.
Non si è visto il bisogno di questo impulso, di questa tendenza. Non se n'è avvertita la necessità.


Ammettendo, del resto, che la nozione di questo primum mobile si fosse imposta da sé, non avremmo potuto capire in qual modo essa potesse servire agli scopi dell'umanità, temporali od eterni.
Non si può negare che la frenologia e buona parte di tutte le scienze metafisiche siano state cucinate a priori.
È stato l'intellettuale e loico, piuttosto che l'uomo osservatore, ad immaginare le intenzioni di Dio, e a dettarne i propositi.
Approfondite che ebbe, in tal modo, a sua propria libidine, le intenzioni del nostro Dio, con esse poi fabbricò i suoi innumerevoli sistemi mentali.
In materia di frenologia, ad esempio, dapprincipio si è stabilito, molto naturalmente, che era nei disegni della divinità che l'uomo mangiasse.
Per cui si è assegnato all'uomo un organo dell'alimentazione, considerato come una sferza con la quale Iddio costringe l'uomo, volente o nolente, a mangiare.
In secondo luogo, deciso che per volontà di Dio l'uomo dovesse continuare la propria specie, si è senz'altro scoperto un organo amatorio.
E così con la combattività, l'idealità, la causalità, la costruttività; con ogni organo, per dirla in breve, che rappresenti un'inclinazione, un sentimento morale, o una facoltà di pura intelligenza.


E in questa sistemazione dei principia dell'azione umana, i discepoli di Spurzheim, a torto o a ragione, in tutto o in parte, non hanno fatto che seguire, in principio, le orme dei loro predecessori; deducendo e fissando ogni cosa secondo il destino preconcetto dell'uomo e in base agli scopi del suo Creatore.
Non sarebbe stato più saggio, più sicuro, classificare (se classificare si doveva) sulla base di quanto l'uomo, sia abitualmente che accidentalmente, fa, e in certe occasioni ha fatto, piuttosto che su quanto si presume concesso da Dio di fare?
Se noi non possiamo comprendere Dio nelle sue opere visibili, come lo potremmo nei suoi inconcepibili pensieri che chiamano tali opere alla vita?
Se non lo possiamo, dico, nelle sue creature oggettive come lo potremmo nei suoi umori personali e nelle suo spirito creatore?
L'induzione, a posteriori, avrebbe portato la frenologia ad ammettere, quale principio innato e primitivo dell'azione umana, qualche cosa di paradossale che, in mancanza di un termine più caratteristico, possiamo chiamare perversità.
Nel senso che intendo io, si tratta, infatti, di un mobile senza motivo, di un motivo non motivato.



Sotto la sua influenza noi agiamo senza uno scopo comprensibile: cioè, se questo venisse inteso come una contraddizione in termini, possiamo modificarla così; sotto la sua influenza, noi agiamo solo perché non dovremmo farlo.
In teoria, non ci può essere ragione più irragionevole di questo perché; ma in realtà non ne esiste alcuna più forte.
Per certi spiriti, in certe condizioni, essa diventa del tutto irresistibile.
Io non sono tanto sicuro di respirare quanto lo sono del fatto che la certezza del male o dell'errore di una data azione è di solito l'unica forza invincibile che ci spinge, essa e nient'altro che essa, a condurre a fondo quell'azione.
Né codesto prepotente impulso a fare il male per il male tollera di venire analizzato, o scomposto in elementi più semplici.
È un impulso radicale, primario, di per se stesso elementare.
Si dirà, me lo aspetto, che quando noi persistiamo in certe azioni solo perché non dovremmo persistervi, la nostra condotta è soltanto una modificazione di quella che i frenologi chiamano combattività.
Ma un'occhiata basterà a mostrare la fallacia di una tale idea.



La combattività dei frenologi ha per sua essenza la necessità della difesa personale, che è la nostra salvaguardia contro l'offesa.
Il suo principio si riferisce al nostro benessere; e difatti il desiderio del benessere si sviluppa in noi simultaneamente al suo svilupparsi.
Ne segue, che il desiderio del benessere dovrebbe venire fomentato simultaneamente ad ogni impulso che sia una pura e semplice modificazione della combattività.
Ma nel caso di quel qualcosa che io chiamo perversità il desiderio del benessere non soltanto non viene suscitato, ma addirittura appare fortemente opposto.
Un appello ai sentimenti personali è, dopo tutto, la risposta migliore al sofisma di cui sopra.
Nessuno che sappia consultare lealmente la propria anima ed esaminarla a fondo, sarà disposto a negare l'assoluta autonomia dell'impulso in questione.
Il quale non è meno caratteristico di quanto sia inesplicabile.
Non esiste uomo che ad un certo momento non sia stato tormentato, ad esempio, dal cocente desiderio di provocare, a furia di circonlocuzioni, uno che lo ascolti.


Colui che parla sa di dispiacere; egli ha ogni intenzione di piacere; di solito è breve, preciso e chiaro; il più laconico e chiaro linguaggio lotta sulla sua lingua per trovar esito e solo con difficoltà egli si trattiene dal lasciarglielo trovare; egli teme, anche, e scongiura, la collera di colui al quale si rivolge; e tuttavia il pensiero che certe parentesi e involuzioni possano svegliare questa collera lo colpisce.
Tale pensiero è quanto basta.
L'impulso diviene velleità, la velleità si trasforma in desiderio, il desiderio in una irrefrenabile bramosia, e la bramosia (con rincrescimento e mortificazione profondi, e in disprezzo di ogni conseguenza) finisce per essere soddisfatta.
Ci troviamo dinanzi a un compito che richiede il più sollecito adempimento.
Sappiamo che ogni indugio sarebbe rovinoso.
È la crisi più importante della nostra vita che reclama da noi, con l'imperiosità d'uno squillo di tromba, immediata azione ed energia.


Bruciamo, siamo consumati dall'impazienza di cominciare il lavoro, l'aspettativa dei gloriosi risultati che verranno ci mette l'anima in fiamme.
Deve, dovrebbe essere intrapreso oggi, e tuttavia lo rimandiamo a domani; e perché?
Non c'è risposta, eccetto che noi sentiamo, il rimandarlo, perverso; e usiamo la parola senza comprensione del principio.
L'indomani arriva, e con esso una più impaziente ansietà di fare il nostro dovere, ma insieme a questo accrescersi dell'ansia ecco nascere anche un desiderio senza nome, spaventoso perché impenetrabile, di rimandare di nuovo.
Più i momenti volano e più questo desiderio acquista forza, si impone.
Si giunge all'ultima ora per l'adempimento di quel compito.
Tremiamo nella violenza del nostro conflitto interiore, del definito contro l'indefinito, della sostanza contro l'ombra.


Ma, se la lotta è giunta a tanto, sarà l'ombra a prevalere, e noi ci affanniamo invano.
L'ora scocca, ed è la campana a morto della nostra prosperità.
È anche il canto di gallo del fantasma che ci ha dominati per tanto tempo.
Esso ora dilegua, scompare, siamo liberi.
L'antica energia ritorna.
Lavoreremo, adesso.
Ma ahimè, è troppo tardi!


Siamo sull'orlo di un precipizio.
Vi gettiamo dentro un'occhiata, e malessere e vertigini ci colgono.
Il nostro primo impulso è di tirarci via dal pericolo.
Nondimeno, inesplicabilmente, restiamo.
A poco a poco il nostro malessere, la vertigine, l'orrore sfumano dentro la nuvola di una sensazione ineffabile.
A gradi ancora più impercettibili questa nuvola assume una forma, come il vapore di quella bottiglia dalla quale usci un genio, nelle Mille e una Notte.
Ma questa nostra nuvola sull'orlo del precipizio si condensa in una forma assai più terribile di qualsiasi genio o demonio da racconto, in nient'altro che un'idea, ma paurosa idea, in un'idea che ci agghiaccia il midollo delle ossa con la feroce voluttà del suo orrore.
Ed è semplicemente l'idea delle sensazioni che proveremmo durante il rovinoso precipitare di una caduta da simile altezza.
Questa caduta e l'annientamento fulmineo che ne conseguirebbe, noi cominciamo a desiderarla ardentemente; e perché?; perché per l'appunto implica la più spaventevole e odiosa tra le più odiose e spaventevoli immagini di morte e di agonia che mai si siano presentate alla nostra immaginazione.
E siccome la ragione ci distoglie con violenza dall'orlo dell'abisso, ecco che, con tanto più impeto, ci avviciniamo ad esso.
Non c'è nella natura passione più diabolicamente impaziente di questa per la quale uno, pur rabbrividendo sull'orlo del precipizio, medita in tal modo di buttarsi.
Ch'egli, anche solo per un momento, si permetta di pensare e sarà inevitabilmente perduto; poiché appunto nella riflessione che lo spinge a ritirarsi troverà l'impossibilità di farlo.


Se un braccio amico non lo trattiene, o se non riesce con uno sforzo improvviso a tirarsi indietro, precipiterà e sarà annientato.
Esaminiamo tutte le azioni di questo genere e troveremo sempre che derivano unicamente dallo spirito di perversità, che cioè noi le commettiamo solo in quanto sentiamo che non dovremmo commetterle, al di fuori di questo non c'è alcun principio intelligibile; e, per dire il vero, noi potremmo considerarlo come una istigazione diretta dell'Arcidiavolo, se non fosse noto che certe volte torna a favore del bene.
Tutto questo l'ho detto per poter rispondere in qualche modo alle vostre domande e potervi spiegare come mai mi trovo qui; potervi offrire qualcosa che abbia un vago aspetto di motivo per questi ceppi in cui sono e questa cella di condannato che occupo.
Se non fossi stato così prolisso voi non mi avreste, magari, capito affatto, oppure, alla stessa stregua del volgo, mi avreste preso per pazzo.
Mentre, ora, facilmente potrete persuadervi che io sono una delle innumerevoli vittime del Demone della perversità.
È impossibile che si sia mai ordito un misfatto con più tenace deliberazione.
Per settimane, per mesi, io avevo meditato sui mezzi dell'assassinio, e rigettato mille progetti, perché la loro esecuzione implicava qualche chance di venire scoperto.
Alla fine, leggendo un Memorialista francese, trovai la storia di una malattia, che per poco non riuscì fatale, presa da Madame Pilau per mezzo di una candela accidentalmente avvelenata.
L'idea colpì subito la mia immaginazione.
Sapevo come la mia vittima avesse l'abitudine di leggere a letto, e sapevo anche come il suo appartamento fosse angusto e male aerato.
Ma non c'è bisogno che vi annoi con dei particolari importuni, né che mi metta a riferire tutti i facili artifici grazie ai quali sostituii una candela di mia fattura a quella che trovai sul comodino della sua camera da letto.
L'indomani mattina l'uomo venne scoperto morto, e il verdetto del coroner fu "Deceduto per visitazione di Dio" (per morte improvvisa).
Ereditai la sua proprietà, e tutto mi andò bene per molti anni.
L'idea di essere scoperto non mi passò mai una volta per la testa.
Avevo fatto sparire con ogni cura i resti del cero fatale.
Non avevo lasciato l'ombra di un filo che potesse condurre ad accusarmi, o soltanto a sospettarmi reo del delitto.
Non si può avere un'idea del magnifico sentimento di gioia che mi riempiva il cuore quando riflettevo sulla mia assoluta sicurezza.



Per un lungo periodo di tempo non mi compiacqui d'altro che di questo sentimento.
Esso mi procurava un piacere assai più concreto di tutti i vantaggi puramente terreni che mi venivano dal mio crimine.
Ma alla fine giunse un'epoca con la quale questo piacevole sentimento cominciò, per gradazioni appena percettibili, a trasformarsi in un pensiero ossessionante e tormentoso.
Mi tormentava perché mi ossessionava.
Era appena se riuscivo a liberarmene per qualche istante.
È una cosa che capita a tutti di essere tormentati dal risuonare al nostro orecchio, o piuttosto alla nostra memoria, del ritornello di qualche canzone volgare, o di brani insignificanti di qualche opera.
Né, se la canzone in sé è buona, o l'aria d'opera è degna d'essere apprezzata, la tortura sarà minore.


E così era che, alla fine, io mi sorprendevo a meditare senza tregua sulla mia sicurezza, e a ripetermi, sotto voce: "Sono salvo".
Un giorno, mentre mi aggiravo per le strade, mi sorpresi appunto nell'atto di mormorare, a mezza voce, codeste sillabe abituali.
Ed ecco, in un accesso di petulanza, le rimodellai come segue: "Sono salvo, sono salvo - sì - se non sarò così sciocco da confessare la cosa".
Non appena avevo pronunciate queste parole sentii un gelo prendermi il cuore.
Avevo già avuto qualche esperienza di queste crisi di perversità (la cui natura mi sono sforzato di spiegare), e ricordavo bene che in nessun caso m'era riuscito di superarle.
E ora la suggestione da me stesso casualmente procuratami, che io potessi essere tanto sciocco da confessare il delitto del quale m'ero reso colpevole, mi stava davanti come l'ombra di colui che avevo assassinato; e mi chiamava, facendomi dei cenni, sulla via della morte.
Dapprima, io mi sforzai di scuoter via quest'incubo dalla mia anima.
Mi misi a camminare svelto, più presto, più presto ancora, sinché non mi trovai che correvo.
E provavo un desiderio pazzo di gridare a voce spiegata.
Ogni onda successiva di pensiero mi immergeva in nuovo terrore perché, ahimè, capivo bene, troppo bene che pensare, nella mia situazione, significava essere perduto.
Ancora affrettai il passo.


Vale per morte improvvisa.
Come un pazzo, attraversavo soltanto le strade affollate.
E infine la plebaglia si prese d'allarme e si diede ad inseguirmi.
Compresi allora che il mio destino era segnato.
Se avessi potuto strapparmi la lingua l'avrei fatto; ma una voce rude risuonò al mio orecchio; una grinfia più rude mi trattenne per la spalla.
Mi voltai, e anelavo senza più fiato.
Per un momento provai tutte le angosce della soffocazione; divenni cieco, sordo, con la testa che mi girava; e allora qualche demone invisibile, pensai, mi colpi alla schiena con la palma aperta.
Il segreto per tanto tempo tenuto prigioniero scoppiò fuori dalla mia anima.


Dicono che parlai esprimendomi distintamente ma con una enfasi marcata e un'appassionata furia, come temendo d'essere interrotto prima di concludere le brevi eppur pregnanti frasi che mi consegnarono al boia e all'inferno.
Riferito tutto quello ch'era necessario al pieno convincimento della giustizia, caddi prostrato senza conoscenza.
Ma perché dire di più?
Oggi porto queste catene, sono qui!
Domani sarò fuori dai ceppi, ma dove?

P.S. Altri racconti e articoli li trovate QUI.








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